Le parole della portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying

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Afghanistan Cina attacca Biden
Afghanistan Cina attacca Biden

La gestione messa in atto degli Stati Uniti nella questione afghana ha lasciato dietro di se non pochi dubbi e perplessità, con il discorso del presidente statunitense Joe Biben che ha aumentato il sentimento di critica nei confronti di un ritiro delle truppe americane dall’Asia meridionale che è parso a maldestro e frettoloso. Ecco dunque che un’altra superpotenza, la Cina, non ha perso l’occasione per attacare gli Stati Uniti e la Casa Bianca.

Afghanistan, la Cina attacca Biden

Nello specifico, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha così commentato quanto avvenuto: “Gli Stati Uniti non stavano cercando di ricostruire in Afghanistan: la forza e il ruolo degli Stati Uniti è la distruzione, non la costruzione“. “Che sia in Iraq, Siria o Afghanistan – ha proseguito la portavoce cinese – ovunque vada l’esercito americano lascia turbolenze e divisione, caos, famiglie distrutte e devastazione”. Un attacco diretto a Biden e agli Stati Uniti, alla loro politica estera e alla missioni che più l’hanno contraddistinta negli ultimi anni e che non sono state affatte prive di critiche.

La Cina attacca Biden per quanto avviene in Afghanistan

Le critiche della Cina al ritiro delle truppe statunitensi in Afghanistan non si è inoltre limitato alle parole della portavoce cinese, ma ha trovato conferma anche nel pensiero del ministro degli Esteri cinese Wang Yi in un colloquio telefonico con il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. Wang Yi avrebbe nello specifico sottolineato come applicare in modo meccanico “modelli stranieri a Paesi con una storia, una cultura e condizioni nazionali completamente diverse” rappresenti un errore commesso troppo spesso da parte degli Stati Uniti.

Afghanistan, attacco a Biden della Cina

La Cina attacca dunque Biden e gli Stati Uniti per quanto sta avvendo in Afghanistan, ma non si può non notare come la stessa superpotenza asiatica abbia avuto e mantenga una posizione dubbia su quanto si stia verifando a Kabul. Lo scorso luglio il capo politico dei talebani, il mullah Baradar, aveva infatti incontrato lo stesso ministro degli Esteri Wang Yi e questo meeting era sembrato quanto mai strano, soprattutto se si considera che la Cina non si è mai impegnata militarmente in Afghanistan. Oggi lo stesso governo cinese, pur criticando la politica americana, dichiara di volere evitare “una nuova guerra civile o un disastro umanitario” che porterebbe inevitabilmente alla creazione di un terreno fertile per i terroristi. Allo stesso tempo però la Cina, insieme a Russia e Pakistan, è uno di questi paesi a non aver evacuato il proprio personale diplomatico a Kabul.

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