Le parole della professoressa nel suo intervento a Di Martedì

·2 minuto per la lettura
Covid Capua misure estreme
Covid Capua misure estreme

Nel suo consueto intervento a Di Martedì su La7, la professoressa Ilaria Capua ha fatto il punto sulla situazione epidemiologica in Italia, sottolineando come la diffusione del virus sia ormai molto ampia e che per questo per fermare il covid servano misure estreme. “Non c’è riuscito nessuno a fermare la corsa del virus – dice la direttrice dell’UF One Health Center – se non Paesi che hanno applicato misure estreme, altro che le persone che in Italia si lamentano della situazione della loro libertà. O Paesi con situazioni particolari come la Nuova Zelanda. Cerchiamo di fare paragoni con i nostri vicini”.

Covid, la Capua chiede misure estreme

Nelle parole dell’esperta trova poi spazio il racconto di un mal costume ancora molto diffuso in Italia e in altri Paesi del mondo: Tutti noi siamo vulnerabili a questa infezione. Dal punto di vista della ricettività – aggiunge – noi tutti ci infetteremo e quindi dobbiamo smettere di credere che a noi non succede niente. Dobbiamo riflettere sul fatto che abbiamo un Paese e un mondo in ginocchio, perché non è solo un problema dell’Italia“.

Poi sui vaccini e sui continui ritardi che stanno rallentando molto la vaccinazione nei Paesi europei: “Una delle cose di cui non mi capacito è come sia possibile che non si sia pensato ai volumi da produrre. All’inizio degli anni 2000, quando c’era il pericolo dell’influenza aviaria, già ai quei tempi si parlava di riconvertire gli stabilimenti per esempio veterinari in tempi di emergenza. Ci sono – argomenta la Capua – una serie di cose che potevano essere fatte, anche attivando stabilimenti, ma perché non è stato fatto?”. Una domanda più che lecita, che però difficilmente troverà una risposta dei diretti interessati. La Capua parla dell’Italia, ma anche negli Stati Uniti qualche problemino con i vaccini c’è. Lei, ad esempio, ha dichiarato di non essere stata ancora vaccinata malgrado lavori in uno dei college dove si effettuano le somministrazioni.