Le parole della ristoratrice disperata

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Camilla Moccia
Camilla Moccia

Camilla Moccia ha 22 anni, è una ristoratrice di Ostia, e in poche ore è diventata il simbolo della terza ondata di Covid a causa di una foto che la ritrae in ginocchio, disperata. Il simbolo del dolore di chi non ce la fa più ad andare avanti, a causa dell’emergenza che sta mettendo a dura prova anche l’economia.

La ristoratrice in ginocchio

Volevo mettermi a piangere, quella sera, non ce l’aspettavamo un’altra chiusura. Mi sono seduta e quando ti siedi e inizi a riflettere arrivano i pensieri negativi, non vedi vie d’uscita. In quel momento pensavo alle spese, al mutuo dei miei genitori, dove li tiro fuori i soldi? In quel momento ho pensato: non riapro più” ha dichiarato Camilla, commentando la foto che la ritrae rannicchiata ai piedi della cucina, con la testa tra le braccia. La madre non l’aveva mai vista così e ha voluto che la vedessero tutto. La foto è stata pubblicata su Facebook. “In questa tenera, drammatica, eloquente, immagine muta si riesce a cogliere l’angoscia di un’intera categoria” ha scritto mamma Simona. La foto in poco tempo è diventata virale. Camilla Moccia, intervistata dal Messaggero, ha spiegato che non si aspettava di ricevere così tanti messaggi di solidarietà per una foto. “Una cliente mi ha scritto: forza Camilla, spero di rivederti presto a impastare le fettuccine a mano. Tantissimi messaggi di ristoratori ma anche di altre categorie” ha aggiunto. Il suo messaggio per i ristoratori è di restare uniti, per superare questa fase a testa altra e continuare la battaglia per riuscire a ripartire più forti di prima. “Vorrei che riaprissero tutti, subito. Non posso vedere le attività che muoiono così. Ma tu, Stato, devi aiutarci. Così non possiamo farcela” ha dichiarato. Camilla, da marzo 2020, ha ricevuto solo quattromila euro di ristori. “Siamo rimasti chiusi tre mesi, poi abbiamo lavorato a fasi da ottobre a dicembre, a gennaio solo tre giorni. Ma io ho l’affitto da pagare, 1.100 euro al mese, e il proprietario li vuole tutti. L’altra settimana abbiamo pagato 850 euro di contributi, a maggio dopo tre mesi di chiusura ci è arrivata una bolletta di 600 euro. Volevamo piangere. I miei genitori quando abbiamo aperto il locale, a maggio del 2019, hanno lasciato il loro lavoro” ha spiegato la ristoratrice.

Il suo locale si chiama Il bistrot della pasticciona ed è in piazza Cesario Console. Camilla ha spiegato che la pasticciona è lei, perché quando lavorava in un ristorante faceva sempre qualche danno. Il nome è riferito anche alla sua concezione particolare di cucina, in cui inventa e “pasticcia”. Le piace improvvisare perché sa che può creare cose eccezionali. Tra le sue creazioni ha citato una mousse al melone con base croccante, creata dopo aver improvvisato a causa di mancanza di ingredienti. L’idea di aprire il bistrot è venuta a lei, dopo aver lavorato in altri locali. A 20 anni si è sentita pronta per mettersi in proprio e con grande coraggio ha aperto la sua attività. “Con la mia famiglia abbiamo investito 35mila euro. Mio padre Bruno, di 60 anni, è in cucina con me e prepara i sughi e i condimenti, mamma ne ha 54 e si occupa della sala e dell’amministrazione. La mia specialità è la pasta fatta a mano” ha spiegato. Camilla ha spiegato che ora sono chiusi, ma farà asporto di pasta fresca su ordinazione. “So che devo fare un chilo di tagliatelle, compro quei prodotti e non butto niente. Con le chiusure a singhiozzo è stato un disastro. Tu mi fai aprire, mi fai comprare le derrate, io investo soldi e dopo una settimana mi fai chiudere. E devo buttare tutto. Anche con lo spazio esterno, stessa storia. Ho speso 4mila euro per la pedana e gli ombrelloni, e ora devo chiudere. Buttati via” ha spiegato. Per il suo futuro sogna di aprire un altro ristorante, ma non in Italia. “Adesso ho tanti momenti di scoraggiamento, ma poi passeranno. Il mio fidanzato lavora in una palestra, siamo in una crisi assurda. Lui mi dice: brava, fai sentire la voce dei ristoratori. Io nemmeno volevo pubblicarla quella foto, non mi piace mostrarmi. Mia madre ha insistito, le ho detto ok, tanto la faccia non si vede e nessuno mi riconoscerà. Chi poteva immaginare?” ha concluso la ragazza.