Le parole dell'immunologo sulla difficile realtà vissuta dall'Italia.

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Riaperture Crisanti contrario
Riaperture Crisanti contrario

Il professore di microbiologia all’Università di Padova, Andrea Crisanti, ha rilasciato un’intervista a Fanpage nella quale ha fatto il punto sulla situazione del covid in Italia sottolineando, nello specifico, di essere contrario al ritorno delle zone gialle in quanto chi in questo momento parla di riaperture non si renderebbe realmente conto di quale sia la reale situazione che stiamo vivendo.

Riaperture: Crisanti è contrario

“In Inghilterra – ha detto Crisanti – ieri hanno per la prima volta rimosso alcune restrizioni portando tutto il Paese in quella che potremo definire la nostra zona gialla italiana. Eppure lì ci sono 30 o 40 morti al giorno, per circa duemila casi, con circa il 60% della popolazione vaccinata e noi vogliamo passare dalla zona arancione alla gialla? Qui qualcuno sbaglia di grosso“.

“Le aperture – ha sottolineato ancora Crisanti – bisogna farle guardando al numero di vaccinati e delle persone infette, per cui è anche difficile fare previsioni per i prossimi mesi, anche per l’estate. Qualsiasi altra valutazione è dettata dall’ignoranza nel migliore dei casi, nel peggiore è per l’appunto demagogia“.

Crisanti e i ritardi dei vaccini

L’immunologo dell’Università di Padova ha poi commentato il fermo avvenuto negli Stati Uniti del vaccino di Johnson&Johnson per motivi precauzionali. “Credo – ha detto Crisanti – che accadrà la stessa cosa che abbiamo già visto con l’antidoto di AstraZeneca, vale a dire anche il vaccino J&J, che funziona esattamente come quello di AstraZeneca e che è ovvio che possa dare gli stessi problemi, avrà le stesse indicazioni d’uso di AstraZeneca con raccomandazione per determinate fasce d’età. È inevitabile. “Per questo – ha aggiunto l’esperto – credo che non sorprendono né i casi di trombosi che si sono verificati dopo la somministrazione del vaccino Johnson&Johnson, né la sospensione voluta dall’Fda”.

“L’importante – sottolinea ancora Crisanti – ora è che il governo rimoduli subito il piano vaccinale. Per il resto, quello che sta accadendo è del tutto normale: i vaccini hanno una loro vita che si definisce meglio con l’aumentare del numero delle persone vaccinate. È un processo naturale e che rientra nelle normali operazioni di farmacovigilanza”.