Le parole dell'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano

·1 minuto per la lettura
Massimo Galli
Massimo Galli

Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, ha parlato del virus dell’HIV, paragonandolo a quello del Covid.

Massimo Galli: “L’Aids è stata una cosa tremenda”

Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, si è sempre esposto in questo anno e mezzo di pandemia. In una nuova intervista ha parlato del suo impegno nella lotta all’Aids, facendo anche un paragone con quello che sta succedendo con il Covid. Quando gli è stato chiesto se sia peggio il Covid-19 oppure il virus dell’HIV, il medico ha risposto: “Si dice la Covid, o il Coronavirus: l’Aids è stata una cosa tremenda, tuttora non risolta, che ha caratterizzato una gran parte della mia vita professionale e mi ha messo nella condizione di fronteggiare problemi di persone che sono andati avanti per anni“. L’infettivologo ha deciso di raccontare il dramma dei primi anni in cui si è lottato contro quella malattia e dell’impotenza dei medici che sono rimasti coinvolti in questa dura battaglia.

Massimo Galli: le storie dei pazienti sieropositivi

Massimo Galli ha parlato delle storie dei pazienti sieropositivi, spiegando che alcuni “erano legittimamente furibondi. Non accettavano il loro fato. Altri erano arresi, perché il virus li aveva colpiti profondamente“. Il medico ha spiegato di non aver dimenticato nessuna di quelle storie, compresa quella di un collega che si era infettato dopo un rapporto con una ragazza con cui aveva un legame stabile. L’esperienza dell’Aids negli anni ’80 è stata “dal punto di vista professionale estremamente coinvolgente, mi mise in contatto con mondi a me in larga misura sconosciuti: la chiamavano la peste dei gay, dei tossicodipendenti, o anche, con una definizione altrettanto orrenda, la malattia delle devianze“. Il medico ha sottolineato che in realtà era una “malattia virale, come l’epatite B“. “Fu subito chiaro a chiunque capisse un minimo di epidemiologia, poi ci accorgemmo che era un retrovirus” ha aggiunto.

Massimo Galli: “I no vax sono negatori di professione e la politica strizza loro l’occhio”

Massimo Galli non vuole fare parallelismi con i no vax. “È una cosa completamente diversa, abbia pazienza. Quelli erano gli anni Settanta e Ottanta e noi curavamo tossicodipendenti duri. I No Vax però somigliano a una categoria di persone che c’era già allora e forse c’è sempre stata e ci sarà sempre: i negatori” ha spiegato Galli, che ha sottolineato che oggi la politica “fa l’occhiolino a certi movimenti“. Ha anche aggiunto che la comunicazione “è stata una schifezza“, compresa quella di alcuni colleghi. La divisione dei virologi e infettivologi in una sinistra rigorosa e una destra tollerante, secondo Galli è “una semplificazione giornalistica voluta dalla destra”. Il medico ha sottolineato che non c’è nessuna dittatura sanitaria.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli