Le parole di del segretario Cisl Sbarra ed segretario Filca Valocchia sulla ricostruzione

A sei anni dal terremoto, la situazione di Amatrice
A sei anni dal terremoto, la situazione di Amatrice

Nel sesto anniversario dalla ultima scossa ad Amatrice, sono intervenuti il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra ed il segretario generale della Filca Cisl Attilio Vallocchia. I temi toccati principalmente durante l’iniziativa congiunta tra Filca e Cisl Lazio sonon stati quelli della ricostruzione e della sicurezza sul lavoro, senza risparmiare qualche stoccata al nuovo governo.

Le parole di Sbarra e Valocchia sulla ricostruzione di Amatrice

Per prima cosa Sbarra parla della necessità di sbloccare le infrastrutture ed opere pubbliche, oltre a ricostruire le aree terremotate in sicurezza. Prospettive per il centro Italia e qualità del lavoro per centinaia di migliaia di cittadini, questo il quadro ritratto. Accelerare i cantieri si, ma a patto di superare le storture del sistema come quella del massimo ribasso o dell’aumento esponenziale degli affidamenti diretti: “Nessuna ricostruzione deve passare attraverso la deregulation”. Il segretario Cisl ha poi infatti rimarcato la triste situazione della sicurezza sul lavoro: «Non è degno di un Paese civile il bollettino di guerra che riporta ogni giorno la morte di tre persone … serve una strategia nazionale su salute e sicurezza».

Anche Vallocchia ha tenuto a dire la sua, puntando sul territorio: “Il dolore, la rabbia e la sofferenza non possono essere dimenticati. Bisogna pensare a progetti per portare delle attività industriali per creare lavoro e convincere le famiglie a tornare altrimenti Amatrice non ha futuro – la pazienza inizia infatti a venire meno dopo il lungo periodo di lavori a rilento – Come Filca Cisl chiediamo di accelerare i tempi per il disegno di legge “Delega al Governo per l’adozione del codice della ricostruzione”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 giugno 2022 che, nonostante alcune criticità da superare, ci auspicavamo vedesse una celere approvazione».

Persino un elemento che poteva sembrare un alleato, come il Superbonus, non è stato d’aiuto: «Sta rallentando i lavori, molte imprese, infatti, hanno abbandonato i paesi terremotati per lavorare nelle città dove il guadagno è più redditizio»