Le parole di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione

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Vaccino Covid
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Dall’ultimo monitoraggio Gimbe, che prende in considerazione i dati raccolti dal 12 al 18 maggio, è emersa una diminuzione di nuovi casi e decessi. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, ha spiegato che la strategia del rischio ragionato messa in atto dal Governo sta funzionando.

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Monitoraggio Gimbe vaccini: i dati

Secondo il nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, nella settimana dal 12 al 18 maggio è stata evidenziata una diminuzione dei nuovi casi e dei decessi. Risultano in calo anche i casi attualmente positivi, le persone in isolamento domiciliare, i ricoveri con sintomi e le terapie intensive. I dati riportati sono: -21,3% di decessi, -17,9% di ricoveri in terapia intensiva, -22,7% di ricoveri, -12,9% di persone in isolamento domiciliare, -30,9% di nuovi casi e -13,3% di casi attualmente positivi. “Continua la riduzione dei nuovi casi settimanali che dimostra come gli effetti ottenuti grazie a 6 settimane di restrizioni stiano lasciando gradualmente il posto ai primi risultati della campagna vaccinale. Si rileva tuttavia una riduzione dei tamponi (-15% di persone testate rispetto alla settimana precedente), segno di un allentamento dell’attività di testing” ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

Ancor più netta la riduzione della pressione ospedaliera che riflette l’effetto dei vaccini sulle categorie più a rischio” ha aggiunto Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe. Tutte le Regioni sono sotto le soglie di allerta per l’area medica e per le terapie intensive. Per quanto riguarda l’area medica c’è stata una riduzione del 60,7% dei posti letto occupati in 6 settimane. Per quanto riguarda le terapie intensive la riduzione è stata del 54,9%. “Gli ingressi in terapia intensiva sono in linea con la riduzione progressiva dei posti letto occupati: la media mobile a 7 giorni questa settimana scende a 78 ingressi/die” ha spiegato Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe.

Monitoraggio Gimbe vaccini: forniture e somministrazioni

Al 19 maggio risultano consegnate 30.132.960 dosi, ovvero il 39,5% di quelle previste per il primo semestre. “Ad oggi le Regioni hanno somministrato quasi tutte le dosi consegnate (94,2%). Questo significa che, senza un aumento consistente e regolare delle consegne, è impossibile accelerare la campagna vaccinale” ha spiegato il presidente. Tra le consegne annunciate da Figliuolo per maggio e da Speranza per giugno sono attese 25 milioni di dosi e di conseguenza il secondo trimestre avrà 13 milioni di dosi in meno rispetto ai 62 milioni previsti dal piano. “Con queste stime è impossibile ampliare a dismisura la platea delle prime somministrazioni, visto che un numero rilevante di dosi, in particolare di AstraZeneca, servirà per i richiami” ha aggiunto Gili.

Al 19 maggio il 32,9% della popolazione ha ricevuto la prima dose e il 15,2% ha completato il ciclo vaccinale. Si registra un aumento delle somministrazioni settimanali decisamente inferiore rispetto alle settimane precedenti. Il 74,6% degli over 60 ha ricevuto la prima dose di vaccino. Ci sono delle significative differenze regionali. “Guardando l’altra faccia della medaglia dunque oltre 4,5 milioni di persone ad elevato rischio di ospedalizzazione e morte sono ancora senza alcuna protezione vaccinale, riducendo la sicurezza delle riaperture, seppur graduali” ha spiegato Nino Cartabellotta.

Monitoraggio Gimbe vaccini: la parole di Nino Cartabellotta

Seguendo i trend delle coperture vaccinali se per gli over 80 la frenata è iniziata quando le percentuali avevano superato l’80%, per la fascia 70-79 anni i segnali di rallentamento sono più precoci e per quella 60-69 le coperture salgono più lentamente” ha spiegato Gili. Una vaccinazione di massa non si può basare solo sulla prenotazione volontaria, ma ci devono essere delle altre strategie, come la chiamata attiva, il colloquio individuale, campagne di informazioni con gli influencer. “Man mano che a tutti viene concessa l’opportunità di ricevere il vaccino, nel green pass questo dovrebbe offrire vantaggi maggiori rispetto all’esito di un tampone” ha aggiunto Cartabellotta.

Ad oggi la strategia del ‘rischio ragionato’ sembra funzionare: agli effetti delle restrizioni stanno gradualmente subentrando quelli dei vaccini, ‘assorbendo’ l’impatto delle riaperture graduali sulla curva epidemiologica. Tuttavia, in questa fase della campagna vaccinale non bisogna limitarsi a rincorrere i numeri con l’obiettivo primario di non lasciare ‘dosi in frigo’, ma è prioritario vaccinare rapidamente il maggior numero possibile di over 60 e fragili. Solo questa strategia potrà minimizzare l’impatto ospedaliero della ripresa della circolazione del virus, visto che il testing & tracing, già abbandonato da tempo, viene di fatto anche ‘scoraggiato’ dal nuovo sistema per assegnare i colori alle Regioni. Un sistema fortemente condizionato dall’incidenza dei casi che, senza definire alcuna soglia minima di testing, ripropone quanto già visto nella primavera 2020: ovvero, meno tamponi, meno casi” sono state le parole del presidente.

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