Le parole direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano per gli ottimisti

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Il direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, l’infettivologo Massimo Galli, continua la sua personale battaglia per far sì che il livello di attenzione nei confronti del coronavirus resti alto in quanto questo non si sarebbe affatto indebolito e potrebbe tornare con più impeto in autunno. Galli ce l’ha in particolar modo con alcuni suoi illustri colleghi, uno su tutti Alberto Zangrillo, per aver più volte sostenuto tesi ben più ottimiste della sua. “Il Coronavirus non si è indebolito per niente. Temo che forse è stato detto troppo a favore di una certa rilassatezza. Non so cosa potrebbe capitare, ma dobbiamo essere preparati a qualunque evenienza”, così infettivologo in un’intervista a La Stampa.

Galli sul ritorno del coronavirus in autunno

Il professor Galli si è poi soffermato anche sul nuovo ceppo di coronavirus che è stato isolato a Padova nei giorni scorsi che è diverso da quello tedesco, ormai ben più noto. Per l’infettivologo è solo l’ulteriore dimostrazione di come il Covid-19 sia un virus ancora tutto da studiare e di come questo non possa permettere a nessuno di ritenerlo vinto. “Il grosso dell’infezione italiana viene dalla stessa fonte”, ha detto Galli riferendosi al ceppo tedesco che ha causato l’emergenza.

Il nuovo ceppo, a dire il vero, sarebbe molto simile a quello dei due coniugi di Wuhan, i primi due casi accertati in Italia a febbraio, che però non sarebbero mai stati a Padova. “La chiamerei l’ipotesi della banalità – ha detto Galli sul punto – è possibile che in questi mesi sia stato presente più di un ceppo. Ma quello che abbiamo isolato a Padova non è stato per nostra fortuna altrettanto contagioso e diffuso come quello arrivato dalla Germania”.

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