Le parole sul suicidio dell'ex garante dell'Antitrust

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Antonio Catricalà
Antonio Catricalà

Antonio Catricalà, ex garante dell’Antitrust, si è tolto la vita nella sua abitazione. La moglie ha spiegato alla polizia che da qualche settimana era molto preoccupato a causa di un problema cardiaco per il quale era sotto osservazione medica. Questo stato d’ansia potrebbe aver influito sulla terribile decisione.

Le parole della moglie

L’avvocato e magistrato di 69 anni è stato trovato morto dalla moglie, sul terrazzo di casa, al primo piano di un palazzo ai Parioli. Diana Agosti ha raccontato di aver sentito un colpo e di essere uscita a controllare. Nonostante l’intervento immediato di un medico del 118 per l’uomo non c’era più nulla da fare. Gli agenti della Squadra mobile, diretti da Luigi Silipo, hanno recuperato, insieme alla Scientifica, la pistola, una revolver Smith&Wesson calibro 38, detenuta regolarmente. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio in attesa dell’autopsia, sottolineando che si tratta di un atto dovuto. La polizia ha preso alcuni documenti dallo studio dell’avvocato per capire le ragioni del tragico gesto, visto che non ha lasciato alcune messaggio. Antonio Catricalà era nato a Catanzaro e a ventidue anni si era laureato con lode in giurisprudenza a Roma ed era stato nominato assegnista universitario all’Università La Sapienza, facoltà di Giurisprudenza. Per due anni ha studiato economia, sociologia, storia e scienza dell’amministrazione con Federico Caffè.

Si era abilitato alla professione forense e a ventiquattro anni ha iniziato la sua carriera in magistratura, superando concorsi pubblici per procuratore dello Stato, avvocato dello Stato e consigliere di Stato. La svolta nella sua carriera è arrivata nel 2005 quando è stato nominato dal governo Berlusconi presidente dell’Autorità garante della concorrenze e del mercato. L’incarico lo ha ricoperto fino a novembre 2011, quando è diventato sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri del governo Monti. Catricalà è rimasto al governo anche con il premier Enrico Letta che nel maggio 2013 gli ha conferito il ruolo di viceministro allo Sviluppo Economico. In seguito è stato candidato dal centrodestra alla carica di giudice della Corte costituzionale, ma è stato costretto a ritirare la propria candidatura perché mezza Forza Italia non ha votato per lui. Pochi mesi dopo ha dato le dimissione da presidente di Sezione del Consiglio di Stato per riprendere la carriera di avvocato, fondando la Law Academy. Nel 2017 è diventato presidente di Adr Aeroporti di Roma e pochi giorni fa era stato nominato alla guida dell’Istituto Grandi Infrastrutture. Ha lasciato una moglie e due figlie.