Quanto perderà la città di Milano secondo l'assessore al bilancio

Annalisa Cretella

Non ci sono turisti e non c'è la tassa di soggiorno. La pubblicità è diminuita e di pari passo le imposte che il Comune incassava. Per non parlare del cospicuo introito generato dalle contravvenzioni che in questo periodo di circolazione 'zero' si è volatilizzato”. L'elenco è lungo.

L'assessore al Bilancio del Comune di Milano Roberto Tasca spiega all'AGI quello che sta succedendo alle casse comunali e quello che potrà accadere nel caso in cui le restrizioni per il coronavirus andassero avanti per oltre 2 mesi, sostenendo che “dopo giugno i danni sarebbero pesantissimi".

Ma partiamo da una cifra. "Il totale delle entrate del Comune di Milano, ad esclusione dei trasferimenti vincolati (circa 500 milioni), sono 2,7 miliardi all'anno" dice l'assessore, sottolineando che “è troppo presto per fare una conta dei danni anche se un'idea, seppur vaga, ce la siamo fatta”.

Per capire spannometricamente quanto sta 'perdendo' il Comune di Milano, possiamo dividere le entrate per i 12 mesi dell'anno, che significherebbe 225 milioni al mese?

"La divisione per mesi non è perfetta - replica - perché la stagionalità per il tipo di servizi che eroga il comune, dalle piscine ai nidi, pesa tantissimo, e non tutto si compensa. È difficile fare una stima per mese, dire che mancherà 1 o 2/12esimi è una stima non valida, ma certo è un'approssimazione". Il fattore tempo farà la differenza.

"Qualcuno dice che l'attività normale potrà riprendere solo a fine maggio- giugno - continua Tasca -. Ma questa è una speranza: anche perché se per maggio-giugno limitiamo i danni, in un arco più lungo i danni sarebbero pesantissimi".  

In quale misura?

"L'impatto non sarà lineare" secondo l'assessore, cioè per tornare al calcolo di prima, uno o due mesi valgono meno di 1-2/12esimi. Se arriviamo a 8 mesi di blocco, il problema diventa più complesso e si pregiudica proprio la capacità definitiva di pagare".

"Io però sono un po' più ottimista - si affretta ad aggiungere -, oggi come oggi non credo che abbiamo perso 2/12esimi”. Eh sì perché il problema del mancato incasso si andrà a sommare a un altro problema: la gente potrebbe avere difficoltà a far fronte ai pagamenti che, seppur dilazionati, prima o poi dovranno essere saldati.
Anche per questo "il Comune di Milano aspetta a fare il conto delle mancate entrate, perché abbiamo rinviato gli incassi" e se l'emergenza non finisce, alla lunga, "ci sarà la difficoltà a riscuotere" dovuta agli strascichi di questo coronavirus sulla vita lavorativa di tutti.

Nelle casse comunali al momento si sente l'eco: ci sono 'solo' i trasferimenti dallo Stato e l'Imu

"I tributi e le le entrate extra tributarie andranno tutte a variare" conferma. Ed ecco qualche esempio. "Le imposte sulla pubblicità, le imposte di soggiorno sono entrate che sicuramente verranno meno. E credo che anche il reddito imponibile medio delle famiglie quest'anno si ridurrà". Basta guardare a quello che è accaduto in Cina, ai dati della produzione industriale che fotografano un calo del 13%. "Vuol dire che gli effetti del virus sono pesanti. E anche sull'addizionale Irpef ci aspettiamo una flessione delle entrate".

Altro capitolo sono le entrate extra tributarie

Le contravvenzioni al codice della strada "con la circolazione quasi azzerata" sono bloccate (l'incasso annuo si aggira sui 250-300 mln). È ferma l'attività dei nidi, e delle scuole materne. "Il Comune non incassa le rette in quanto non c'è la prestazione ma paga integralmente gli educatori". E ancora, ci sarà un incasso minore anche dai biglietti dell'Atm, l'azienda dei trasporti, alla quale il Comune versa un canone. La lista è lunghissima. Va avanti, e infine, c'è il capitolo dei dividendi.

"La Sea, come A2a non distribuiranno tutto l'utile ai soci ma ne terranno un po' a riserva per cautelarsi in caso di eventuali risultati avversi. Una decisione - per Tasca -  comprensibile da parte degli amministratori. Per cui anche sui dividendi che incassiamo avremo minori entrate, perché dipendono sì dall'utile prodotto ma anche dalla quota di utile che viene distribuita".

In conclusione "Come si vede la situazione è molto complessa.​ Questa emergenza sanitaria faccio fatica a dire dove incide di più e dove di meno, ma di sicuro impatterà su tutta la parte delle entrate".