Le polemiche sulla candela di ​Gwyneth Paltrow

Gabriele Fazio

Gwyneth Paltrow continua a scuotere la rete. Lo spot che invita all'acquisto di una candela che dovrebbe profumare della vagina della stessa attrice, non solo sta rimbalzando di bacheca in bacheca ma rischia di diventare il più “memato” dell'anno.

La notizia, fortunatamente per la credibilità della protagonista di capolavori come “Sliding Doors” e “Shakespeare In Love”, è stata smentita. C'è un equivoco, non si tratta di una candela capace di riprodurre l'odore della vagina della Paltrow ma di una qualsiasi vagina. Pare che l'idea sia scaturita da uno scherzo tra l'attrice e il profumiere Douglas Little che, evidentemente, presupponendo che tutte le vagine abbiano lo stesso odore, hanno creato questa fragranza che miscela geranio, bergamotto agrumeto e cedro, giustapposti a rosa damascena e ambra. Una fragranza che, come recita lo spot, sarebbe “divertente, stupenda, sexy e meravigliosamente inaspettata”.

Se il profumo e le relative sensazioni potrebbero risultare inaspettate, non lo è affatto più in generale la mossa di Gwyneth Paltrow che non è la prima volta che tramite il suo e-commerce Goop propone la vendita di oggetti che così, su due piedi, non si fatica a giudicare perlomeno bizzarri. Nel 2016 l'idea geniale era la puntura d'api da sostituire al botox, quindi un'idea già di per sé particolare sostituita da una ai limiti della sanità mentale. Sempre in quell'anno la scoperta del secolo: olii essenziali per combattere la depressione, il triste disturbo pare non sia ancora stato debellato.

L'anno dopo la Paltrow gioca col fuoco e mette in vendita degli sticker chiamati “Body Vibes” capaci di combattere lo stress, sostenendo fossero stati fabbricati con la stessa tecnologia attraverso la quale la NASA controllerebbe lo stato di salute dei propri astronauti; la National Aeronautics and Space Administration, nota negli States per non brillare in quanto a senso dell'umorismo, definisce la promessa promozionale semplicemente una colossale balla, esattamente “Bullshit” per gli anglofoni più affezionati.

L'anno dopo a soli 66 dollari sempre su Goop era possibile acquistare uova di giada da inserire nella vagina: equilibrio ormonale ed energia, non sarebbero più state un problema per una qualsiasi donna che avesse avuto il fegato di utilizzare una roba definita “spazzatura” da diversi blog specializzati in ginecologia, tant'è che le Jade Eggs sono state tolte dal mercato e l'attrice, denunciata dal comitato di controllo a favore dei consumatori americani ha dovuto sborsare 145mila dollari.

Indimenticabili anche i suoi clisteri al caffè, gli “Implant O'Rama”, che non hanno bisogno di grosse spiegazioni, capaci anche, a detta di diversi esperti, di perforare il colon e danneggiare la flora intestinale. Il fondo però viene toccato solo qualche mese fa, d'estate, quando la Paltrow mette in vendita la sua “sauna vaginale”, che consiste in 45 minuti di vapori alle erbe che avrebbero dovuto “purificare” la zona interessata. Una donna canadese di 62 anni, cui serate non abbiamo intenzione di indagare, doveva averne particolarmente bisogno perché pare sia finita in ospedale con ustioni di secondo grado.

“Concentrati sulla recitazione!” urlano in massa dagli Stati Uniti, consiglio tutto sommato corretto dato che il suo lavoro originale, l'attrice appunto, la Paltrow lo sa fare bene eccome; un Oscar, un Golden Globe, un Emmy, non si vincono se perlomeno non sei in grado di recitare, ma in molti non considerano la potenza del messaggio pubblicitario veicolato attraverso l'immagine dell'attrice. Tutti questi oggetti infatti, così come in questi giorni la candela “This Smells Like My Vagina”, sono letteralmente andati a ruba.