Le presidenziali negli Stati Uniti partono nel segno degli attacchi a distanza

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Trump Biden dio pistole
Trump Biden dio pistole

Si scalda il clima delle presidenziali americane, con il presidente Usa, Donald Trump che parlando a Cleveland, in Ohio, in un comizio, ha duramente attaccato il rivale democratico, Joe Biden su più fronti, compreso quello religioso. “Biden – ha detto Trump – non ha fatto niente nei suoi cinque decenni a Washington. Adesso arriva e vuole mettere tutto a posto. Non funziona così. Lui farà cose che nessuno avrebbe mai pensato possibile, perché segue l’agenda della sinistra estrema: togli le pistole, distruggi il secondo emendamento, ferisci la Bibbia, ferisci Dio. È contro Dio, contro le pistole, contro la nostra energia”.

Trump: “Biben contro dio e le pistole”

Nelle parole di Trump non è mancato poi anche una sferrata diretta alla Cina, accusata pubblicamente di aver diffuso il coronavirus: “Abbiamo costruito la più grande economia della storia del mondo, poi il virus rilasciato dalla Cina è uscito dalla Cina. Non ha colpito loro, ma noi e molti altri Paesi, e non lo dimenticheremo”. Parole che, se non fossero ormai diventate di routine per la presidenza degli Stati Uniti, darebbero il via ad un grave incidente diplomatico.

Tornando alle questione legate all’elezione del nuovo inquilino della Casa Bianca, Biden ha risposto all’accusa di Trump attraverso il suo portavoce. Quest’ultimo ha sottolineato come la fede dell’ex vice presidente, che è cattolico praticante, “è al centro di ciò che è”, che l’ha “vissuta con dignità per tutta la sua vita” e che è stata “una fonte di forza e conforto in tempi di enorme difficolta”. Biden ha detto più volte che è stata la sua fede in Dio ad aiutarlo ad affrontare la morte della prima moglie e della figlia di un anno nel 1972; e più di recente, la scomparsa per un tumore del figlio Beau, morto a 46 anni nel 2015.