Le primarie per le comunali e il voto anticipato agitano il centrodestra

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AGI - Dopo qualche settimana di mare 'calmo', tornano ad agitarsi le acque del centrodestra.

Divisi dal sostegno al governo di Mario Draghi, con Lega e Forza Italia in maggioranza e Fratelli d'Italia all'opposizione, i tre partiti della coalizione hanno linee discordanti anche sulla possibilità di una interruzione anticipata della legislatura, in caso di elezione del premier al Colle.

FdI di Giorgia Meloni è a favore, FI è invece contraria - Silvio Berlusconi lo ha ribadito in una riunione con i coordinatori regionali -, mentre, il leghista Matteo Salvini si dichiara ufficialmente "sempre pronto alla via maestra del voto", anche se ritiene questa ipotesi altamente improbabile, perché i partiti di centrosinistra darebbero vita, a suo avviso, a una nuova maggioranza.

Altro tema che divide l'alleanza è la scelta delle candidature alle prossime Comunali. Dopo il risultato deludente delle scorse Amministrative, Meloni, Salvini e Berlusconi avevano concordato di scegliere con più largo anticipo i nomi da far correre in primavera.

Poi FdI ha lanciato la candidatura di Stefano Molinari a sindaco di Como, dopo le divergenze interne alla coalizione sulla ricandidatura del primo cittadino uscente, il civico Mario Landriscina.  Salvini ha quindi proposto di fare le primarie per scegliere i candidati e mettere così d'accordo tutti.

"Se ognuno lancia il suo candidato a prescindere dalla coalizione non è un gioco di squadra", ha commentato il segretario leghista. "Anzichè che litigare per mesi, laddove c'è un accordo, bene, se ci sono diversi candidati, allora facciamo le primarie, facciamo scegliere i cittadini". 

L'ipotesi non incontra sulla carta la contrarietà di FdI, che ha messo le primarie nello statuto del movimento. "È curioso però che, quando eravamo terzo partito, noi proponevamo le primarie e gli altri si rifiutavano, per far valere i rapporti di forza. Ora che siamo primo partito, vanno bene le primarie", fanno notare in via della Scrofa.

Chi è storicamente contrario alle primarie per le Amministrative è invece il Cavaliere. I peggiori sindaci sono stati scelti con le primarie, ha detto in passato Berlusconi.    

Il presidente di FI ha riunito tra Arcore e Lesmo i coordinatori regionali del partito, insieme ad Antonio Tajani e ai capigruppo di Camera e Senato, Paolo Barelli e Anna Maria Bernini. "Noi speriamo che Draghi, che deve continuare a governare fino" al 2023, "possa svolgere una funzione importante anche dopo", ha affermato l'ex premier.

"Su tutto questo credo non ci siano divergenze serie, al di là di qualche incomprensione personale che invito caldamente tutti a superare".

"La struttura di Forza Italia, a livello nazionale e regionale, si è dimostrata in grado di svolgere un lavoro importante, che ci ha consentito di resistere, in occasione delle elezioni amministrative, ottenendo in alcune realtà risultati davvero significativi. Confermano che Forza Italia è indispensabile e centrale nel centro-destra e nella politica italiana", ha rivendicato Berlusconi. "In un risultato complessivo che per il centro-destra non è stato positivo, gli unici a vincere sono stati i candidati con un profilo come il nostro".

"Dobbiamo dedicare i prossimi mesi a riorganizzare Forza Italia sul territorio: la nostra presenza deve tornare ad essere capillare ed omogenea nelle 100 province e possibilmente negli 8000 comuni italiani. Per fare questo, dobbiamo prima di tutto essere uniti - ha esortato -. Del resto, non abbiamo problemi di linea politica di cui discutere davvero. Forza Italia è parte integrante del centro-destra, un centro-destra che anzi non potrebbe esistere senza di noi. Nell'ambito del centro-destra abbiamo però un ruolo ben distinto da quello dei nostri alleati della destra sovranista: un ruolo di centro liberale indispensabile per vincere e soprattutto per governare".

"Nessuno di noi immagina né di subire l'egemonia dei nostri alleati – che del resto non ce lo hanno mai chiesto – né, al contrario, di costruire alleanze diverse o alternative, fuori dal centro-destra, che non avrebbero alcuna prospettiva e che non sarebbero coerenti né con la nostra storia, né con le esigenze del Paese", ha sottolineato.

"Siamo i primi sostenitori del governo Draghi, che proprio noi abbiamo voluto e che sta lavorando bene perché recepisce le nostre idee, ma sappiamo che l'unità nazionale è una soluzione temporanea e che alle elezioni del 2023 si tornerà alla contrapposizione tradizionale fra centro-destra e centro sinistra".

Il Cavaliere non dovrebbe avere in programma trasferte romane in settimana e allo stato non ci sono vertici di coalizione in programma. Mentre, giovedì, si dovrebbe tenere un esecutivo di FdI, il primo dopo le Comunali.

Secondo quanto viene riferito, Berlusconi dovrebbe partecipare al prossimo appuntamento politico del Ppe, il congresso, che si terrà il 17-18 novembre a Rotterdam, in Olanda. 

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