Le prossime tappe del divorzio tra Londra e Bruxelles

Andrea Nobili

L'uscita del Regno Unito dall'Unione europea non segna la fine del lungo e tortuoso processo di Brexit. Le bandiere Ue verrano tolte dagli uffici istituzionali, mentre Londra non avrà più accesso ai cablo diplomatici europei, ma di fatto poco cambierà nei prossimi 11 mesi, in cui si svolgeranno intensi negoziati per arrivare all'accordo sulle relazioni future tra Ue e Gram Bretagna. Ecco le date chiave per i passi da compiere.

31 gennaio: il giorno della Brexit

Il Regno Unito lascia l'UE il 31 gennaio, data già rinviata tre volte dal referendum del giugno 2016. Il Paese entrerà in una fase di transizione in cui i suoi rapporti con i 27 rimarranno invariati fino al 31 dicembre 2020. D'altro canto, non potrà sedere nelle istituzioni europee né avere voce in capitolo nelle loro decisioni. Questo periodo dovrebbe consentire ad entrambe le parti di stabilire un nuovo rapporto in termini di scambi commerciali e di sicurezza.

I negoziati commerciali

Londra si dice pronta ad avviare i negoziati commerciali il primo febbraio, ma i membri dell'UE stanno ancora discutendo i loro obiettivi per i negoziati. In un discorso previsto per l'inizio di febbraio, il premier Boris Johnson dovrebbe esporre le sue ambizioni per un accordo di libero scambio dello stesso tipo firmato dall'UE con il Canada di recente, senza allineamento con le regole dell'UE.

Il mandato dell'UE dovrebbe essere approvato a livello ministeriale entro il 25 febbraio, consentendo l'inizio dei colloqui intorno al primo marzo. Oltre al commercio, il Regno Unito e i 27 non sono a corto di argomenti sui quali dovranno accordarsi: sicurezza e cooperazione giudiziaria, istruzione, energia. Allo stesso tempo, Londra prevede di avviare negoziati con altri paesi, guidati dagli Stati Uniti, per raggiungere accordi di libero scambio.

Il periodo di transizione

Il Regno Unito può estendere il periodo di transizione oltre la fine del 2020 per uno o due anni, ma deve informare l'UE della sua richiesta prima del 1 luglio. Johnson insiste che non chiederà una proroga. Ma la Commissione europea ritiene che la scadenza per il periodo di transizione sia molto ravvicinata. La sua presidente Ursula von der Leyen ha avvertito che sarebbe stato impossibile trovare un accordo su "tutti gli aspetti" e che si sarebbero dovute scegliere delle "priorità".

La fine del periodo di transizione segnerà la fine del rapporto di 47 anni tra l'UE e il Regno Unito. Senza un nuovo accordo o un'estensione del periodo di transizione, il commercio e i trasporti, tra l'altro, rischiano di provocare gravi problemi.