Le ragazze come Saman che vogliono scappare da Kabul, ma in Italia...

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Hp (Photo: Hp)
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E poi Kabul non è poi così lontana da noi. Non lo è il Pakistan, da sempre santuario del terrorismo jihadista e islamista, dove sono tornati a vivere i genitori di Saman dopo aver consegnato agli aguzzini la figlia che aveva osato essere libera in Italia, e il cui corpo non è stato ancora trovato, e neanche lo cerchiamo più, noi dell’Italia, “Stato laico”.

Che trepidazione, per le ragazze che fuggono dal terrore talebano, le tante Saman che saranno costrette a sposarsi con gli energumeni pedofili che le compreranno. Le Saman sepolte sotto il burqa dell’umiliazione e del dolore. Le Saman che vedranno le loro amiche lapidate negli stadi mentre il pubblico degli orrendi barbuti potrà esprimere tutto il tripudio di cui sono capaci. Le Saman che non potranno andare a scuola e che (speriamo di no) saranno violentate come le donne yazide schiavizzate dagli assassini dell’Isis. Le Saman che immaginavano che l’Occidente potesse essere un porto di salvezza, che l’Italia potesse tutelare la loro dignità, che nel nostro “Stato laico” non potessero essere uccise impunemente mentre i genitori assassini, in Pakistan, esultano per la vittoria dei talebani. Le Saman sono molto vicine a noi.

Prendono d’assedio gli aeroporti per raggiungere in un viaggio pericoloso un Paese come l’Italia, che invece le tradirà, perché i genitori assassini la fanno franca, perché nessuno le aiuta, perché si scrive di tutto ma non di loro, perché gli intellettuali con l’indignazione a comando saranno sommersi dalla loro codardia. Povere Saman, che scappano ma non si sa dove.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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