Le ragioni dell'Impeachment sono "inventate". Così Putin difende Trump

Marta Allevato

Complice la tempistica della sua tradizionale conferenza stampa di fine anno, il presidente russo Vladimir Putin è stato il primo, e unico finora, leader mondiale a difendere il collega americano, Donald Trump, messo in stato d'accusa dalla Camera dei rappresentanti. Le accuse alla base della procedura di impeachment, ha detto, sono "inventate" e l'obiettivo dei Democratici è ribaltare il risultato delle elezioni del 2016.

Rispondendo a una domanda sul dialogo con gli Usa, dove Trump è diventato il terzo presidente a finire sotto impeachment, Putin ha detto di non essere sicuro che il mandato del presidente americano sia al termine. "La procedura deve passare al Senato, e - a quanto ne so - lì i repubblicani hanno la maggioranza". Per poi aggiungere: "Difficilmente acconsentiranno a rimuovere un rappresentante del loro partito per ragioni che mi sembrano assolutamente inventate".

Cavalcando la versione della 'caccia alle streghe' sostenuta fin dall'inizio da Trump, ha poi aggiunto che quello che sta accadendo negli Usa è il proseguimento della lotta interna alla politica americana: "Il partito democratico, che ha perso le elezioni, sta provando ad ottenere risultati in modo differente, prima lo hanno accusato di cospirazione con la Russia, quando si è scoperto che non c'era cospirazione, hanno fatto pressione sull'Ucraina".

Cambiamenti climatici

Anche sul tema sempre più attuale del riscaldamento globale - tra i primi sollevati in conferenza stampa - il leader del Cremlino ha spalleggiato il collega a stelle e strisce, che nega le responsabilità umane dietro ai cambiamenti climatici: "Nessuno ne conosce le cause".

Allo stesso tempo, però, ha ricordato che la Russia ha rispettato l'accordo di Parigi sul clima; lo stesso accordo da cui, invece, si sono ritirati gli Usa. Putin, comunque, non ha risparmiato le tradizionali critiche a Washington, per quelle che definisce misure "ostili" verso Mosca, tornando ad avvertire che il Cremlino risponderà in modo speculare a ogni iniziativa sanzionatoria.

In particolare, si è lamentato del rifiuto degli Stati Uniti di rispondere alla proposta russa di estendere il Trattato New Start sul controllo degli armamenti - in scadenza a febbraio 2021 - che limita il numero delle testate nucleari strategiche. "Se il Trattato New Start smetterà di esistere, niente fermerà una corsa agli armamenti", e' tornato ad ammonire.

Applausi per BoJo

Il presidente russo ha poi lodato il premier britannico Boris Johnson per aver saputo comprendere meglio degli avversari politici l'umore della società rispetto alla Brexit. Per il leader del Cremlino, citato dalla Reuters, il capo di Downing Street riuscirà a portare il suo Paese fuori dal consesso europeo. Putin si è quindi congratulato con Johnson per la schiacciante vittoria alle elezioni della scorsa settimana, sostenendo che Londra vuole migliori relazioni economiche con Mosca

Le questioni "russe"

La conferenza stampa, a cui erano accreditati quasi 1.900 giornalisti russi e stranieri ed è andata avanti per ore, ha toccato i temi più disparati: dai problemi di carattere interno (sanità, povertà, pensioni) allo sport (Mosca si appellerà contro la squalifica della Russia decisa dalla Wada per doping) fino allo stesso destino politico del longevo leader.

Vladimir Vladimirovich non ha escluso di emendare la Costituzione, abolendo il limite dei due mandati presidenziali consecutivi: parole che hanno scatenato un'ondata di speculazioni sulle sue intenzioni dopo il 2024, quando per legge non potrebbe più ricandidarsi.