Le regole del Viminale per le manifestazioni

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Manifestazione
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Arriva la stretta del Viminale sulle manifestazioni No Green pass, con delle regole ben precise. Possibili solo sit-in e vietato stare nei centri storici.

Manifestazioni No Green pass, nuove regole: la stretta del Viminale

Le manifestazioni contro l’obbligo del Green pass ogni sabato paralizzano le città italiane. Il Viminale ha deciso di consentirle, ma con regole diverse, più rigide. Non potranno più esserci cortei nei centri storici e nelle strade dello shopping e i manifestanti dovranno stare lontani dagli obiettivi sensibili, organizzando solo sit-in. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha deciso per la stretta sulle manifestazioni. I comitati provinciali sono stati convocati nei luoghi dove sono state chieste le autorizzazioni per scendere in piazza e dovranno tenere conto delle nuove regole. Una stretta considerata essenziale per “garantire i diritti di chi dissente proteggendo però le attività economiche e la salute dei cittadini“.

Manifestazioni No Green pass, nuove regole: caso Trieste e “direttiva Maroni”

L’esempio dei danni causati dalle manifestazioni è Trieste, dove la protesta dei portuali ha provocato un aumento dei contagi. A questo si sono aggiunti i disagi per il blocco del porto e per una grande area della città. Il prefetto Valerio Valenti ha deciso che fino al 31 dicembre sarà vietato manifestare in piazza Unità d’Italia. Ha evidenziato “le situazioni di criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica e l’incoumità delle persone con modalità che hanno messo a repentaglio il patrimonio urbano pubblico e privato anche con lancio di oggetti verso palazzi tutelati dal ministero della Cultura“.

Inoltre, dopo quello che è accaduto durante la manifestazione dell’8 ottobre a Roma, con l’assalto di Forza Nuova alla sede della Cgil e gli scontri con le forze dell’ordine, la pianificazione concordata tra ministra e il capo della polizia Lamberto Giannini in vista del G20 ha consentito di evitare rischi. I manifestanti sono stati tenuti lontani dai luoghi degli incontri. Un modello stabilito nel 2009 dal ministro dell’interno Roberto Maroni, a causa delle manifestazioni degli studenti. Quell’anno, dopo mesi di proteste e scontri, fu emanata una direttiva che prevedeva di “limitare l’accesso ad alcune aree particolarmente sensibili per motivi sociali, culturali o religiosi o che siano caratterizzate da un notevole afflusso di persone o nelle aree nelle quali siano collocati obiettivi critici“.

Manifestazioni No Green pass, nuove regole: mascherine e Green pass

La Confcommercio ha lanciato una petizione contro le manifestazioni nel centro delle città e il presidente Carlo Sangalli ha spiegato al Corriere che “solo il sabato, per il settore del commercio e della ristorazione, vale oltre il 25% del fatturato settimanale, quindi è ben chiaro il danno provocato mentre paghiamo ancora le conseguenze della pandemia e rischiamo un’ulteriore impennata“. Si aggiunge anche una sollecitazione alle prefetture e alla polizia locale per intensificare i controlli delle forze dell’ordine sull’obbligo di green pass nei locali pubblici.

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