Le regole sono saltate. Tutte le norme da "zona bianca" che abbiamo dimenticato (di I.Betti)

·5 minuto per la lettura
(Photo: Ernesto Ruscio - UEFA via UEFA via Getty Images)
(Photo: Ernesto Ruscio - UEFA via UEFA via Getty Images)

Le regole che vigono in zona bianca sono saltate. Come le immagini dei festeggiamenti post vittoria agli Europei ci hanno mostrato, la maggior parte degli italiani sembra aver dimenticato che, sebbene la pandemia faccia meno paura, ci sono ancora una serie di norme in vigore da rispettare. Non si tratta solo del distanziamento interpersonale o della mascherina al chiuso e neanche delle misure di igiene di base, come il lavaggio delle mani. Dal tracciamento nei locali alle visite “numerate” ad amici e parenti: le regole non sono state abolite, semplicemente vengono bypassate. Eccone alcune.

Il famoso “metro di distanza”

Ne abbiamo sentito parlare fino allo sfinimento durante i mesi centrali della pandemia. Il distanziamento interpersonale di almeno un metro rimane da rispettare anche in zona bianca. Quindi mentre prendiamo un caffè al bar, mentre facciamo la fila al supermercato, la distanza di sicurezza non dovrebbe mancare. Eppure oggi c’è molto meno controllo da questo punto di vista. La distanza di sicurezza dovrebbe essere osservata anche al mare, negli stabilimenti, nelle postazioni di ombrelloni e lettini, all’interno delle piscine, con sette metri quadrati per persona, e persino negli arenili pubblici.

Il limite di sei commensali al chiuso nei ristoranti

Abituati a vedere i locali pieni, per la gioia dei ristoratori che tanto hanno patito in pandemia, può capitare che sfugga un piccolo particolare: in zona bianca vige il limite di sei persone sedute allo stesso tavolo. Unica deroga se i commensali fanno parte di un unico nucleo familiare convivente. Le tavolate sono consentite sì, ma solo all’aperto. E il metro di distanza tra i tavoli deve essere sempre garantito. In zona gialla invece c’è il limite di quattro commensali sia dentro che fuori.

Il tracciamento nei locali

Se al momento delle riaperture avevamo preso l’abitudine di lasciare nome, cognome, numero di telefono e, in qualche caso, anche la mail al ristoratore, oggi questa consuetudine si sta perdendo. Le generalità non vengono quasi più richieste, anche se dovrebbero perché anche in zona bianca è fondamentale il tracciamento. Quella delle generalità richieste dai gestori di locali ai clienti era una delle regole principali fissate dalle linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni e dal Comitato tecnico scientifico per la riapertura di tutte le attività. Linee guida che, appunto, impongono a tutte le attività di tenere nota dell’identità dei clienti in modo da poter risalire ai presenti di ogni giornata nel caso in cui, nei 14 giorni successivi, uno di loro dovesse risultare positivo.

Le visite ad amici e parenti

In zona bianca si può andare in 6 persone in un’altra abitazione, mentre in zona gialla il limite resta sempre a 4.

In tre in auto, se non conviventi

In auto vige ancora la regola secondo cui nessuno può sedere accanto al guidatore e nei sedili posteriori possono stare, agli estremi, non più di due persone, anche se si tratta di bambini. Unica eccezione se a viaggiare insieme sono persone di un unico nucleo familiare convivente. La macchina ha un abitacolo chiuso e piccolo e dunque il governo ha optato per mantenere le restrizioni. Anche se si è tutti vaccinati non cambia nulla: non possono viaggiare insieme due coppie di persone conviventi né gruppi di amici, né una famiglia può portarsi dietro figli di altri. Se ci si sposta su un’auto di normale dimensioni il numero massimo resta di 3 persone, che possono diventare 5 in caso di una macchina con due file di sedili posteriori.

No ai balli in discoteca

Vietati i balli nelle discoteche, sia all’aperto che al chiuso. Il nodo delle discoteche è oggetto di discussione: il Governo ancora non dà il via libera alle riaperture, nonostante il Comitato tecnico scientifico abbia dato il nullaosta (ma solo all’aperto e a condizione che tutti i partecipanti alla serata siano dotati di Green Pass). Al momento in zona bianca possono riaprire quei locali che, pur essendo pensati per il ballo, abbiano anche licenza per la somministrazione di bevande alcoliche oppure di cibo. Proibite restano le feste private in locali pubblici o case private. Eppure le serate danzanti in questo principio d’estate non si arrestano: pub e bar, in alcuni casi, sono stati trasformati in discoteche a cielo aperto col rischio di scoppio di focolai, soprattutto tra i più giovani.

I certificati per viaggiare

Il Green Pass europeo è entrato in vigore da appena 12 giorni ma già da mesi l’Italia ha posto misure restrittive all’ingresso nel Paese per chi viene dall’estero: misure diverse a seconda dei luoghi di provenienza divisi in cinque liste. Ma ben pochi sono i controlli e quelli che ci sono vengono effettuati solo a campione negli aeroporti mentre sono pressoché nulli in stazioni e porti e assolutamente inesistenti per chi viaggia in auto o in pullman. Se da una parte Paesi come la Francia hanno deciso di intraprendere la “linea dura”, adottando l’obbligo del Green pass anche all’ingresso di locali e ristoranti, in Italia questo certificato non può ancora essere richiesto da bar e simili. Attualmente è obbligatorio per accedere ad eventi sportivi (stadi) e per ogni evento culturale (proiezioni pubbliche, teatri, cinema, concerti). Inoltre, si deve possedere la certificazione anche per partecipare a banchetti e cerimonie. Il commissario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, forse per convincere gli ultimi irriducibili del vaccino, ha aperto alla linea francese, dicendo che quella “di utilizzare il Green pass per vari tipi di eventi, così come in Francia, potrebbe essere una soluzione per una spinta”.

Il Green pass non garantisce l’“immunità”

Se abbiamo ricevuto entrambe le dosi di vaccino o abbiamo un tampone negativo recente, non siamo autorizzati a non indossare la mascherina al chiuso. Per tanti, invece, il Green pass è sinonimo di “immunità”. Come spiega il sito del ministero della Salute, le misure di igiene vanno sempre rispettate, in quanto non può essere garantita la totale eliminazione del rischio di prima infezione nei vaccinati e in chi ha un tampone negativo o di reinfezione nei guariti, anche a causa della circolazione delle varianti, né può essere escluso il rischio di trasmissione del virus. Per ora è stata esclusa la possibilità di eliminare l’obbligo di mascherina al chiuso.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Leggi anche...

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli