Le restrizioni che hanno colpito la scuola

Didattica a Distanza
Didattica a Distanza

L’attenzione sulle scuole è sempre più alta, con la crescita dei contagi da Coronavirus. Il rischio di chiusura è sempre più forte, ma il Ministro Lucia Azzolina ha garantito che saranno le ultime attività a chiudere. Nonostante questo, alcune Regioni hanno già deciso di attuare restrizioni e si è tornato a parlare di didattica a distanza.

Didattica a distanza nelle Regioni

Diverse Regioni hanno scelto delle misure leggere. Il 50% dei ragazzi negli istituti svolgerà la didattica a distanza, ma solo per quanto riguarda le scuole superiori. Gli ingressi per gli altri studenti rimangono scaglionati e la prima ora è stata spostata alle 9 del mattino, con la possibilità di didattica pomeridiana. I governatori hanno specificato che si tratta di misure essenziali per diminuire l’affollamento nelle classi e per avere meno persone nei trasporti pubblici. Nella nuova ordinanza la Lombardia ha deciso che gli studenti delle scuole superiori torneranno a fare la didattica a distanza. La Dad torna anche in Liguria, ma con numeri che riguardano il 50% degli alunni delle scuole superiori, così come in Lazio e Piemonte, dove i ragazzi delle prime classi potranno continuare in presenza. Dad al 50% anche per gli studenti delle superiori in Basilicata. In Valle D’Aosta hanno scelto un regime di rotazione, mentre in Veneto gli studenti di 17,18 e 19 anni staranno a casa per metà. l’Alto Adige ha chiesto lezioni a distanza alle superiori per il 30% degli studenti, con possibilità di percentuali più alte nel triennio. La Puglia ha chiesto forme più flessibili di didattica.

I presidi degli istituti non sono d’accordo con i governatori e pensano sia un fallimento del sistema, come affermato dal presidente dell’Associazione nazionale presidi. Per il momento la didattica a distanza riguarda solo gli istituti superiori e solo in alcune Regioni, ma il rischio di chiusura delle scuole è molto alto in diverse aree. Vincenzo De Luca ha disposto inizialmente la chiusura totale, poi ha deciso di aprire le materne e le elementari. Per quest’ultime ha di nuovo avuto un ripensamento e ha stabilito che deciderà l’Unità di crisi della Regione Campania. Le altre Regioni per il momento resistono con la didattica in presenza, seguendo ingressi scaglionati, distanziamento sociale in classe e didattica a distanza dove non è possibile garantire le distanze di sicurezza.