Le restrizioni sono più dure

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Zona arancione
Zona arancione

In alcune regioni, come Lombardia ed Emilia Romagna, sono state firmate delle ordinanza per istituire la zona arancione rafforzata, a causa dell’aumento dei contagi da Covid. In questi comuni le regole sono più stringenti rispetto a quelle tradizionali, ma più soft rispetto alla zona rossa.

Regole zona arancione rafforzata

Il prossimo dpcm potrebbe stabilire la zona arancione rafforzata per tutte le aree con situazioni più preoccupanti. Per il momento questo vale per 14 comuni dell’Emilia-Romagna, tra l’area di Imola e Ravenna, e in Lombardia, in tutta la provincia di Brescia, otto comuni del bergamasco e uno del cremonese. Quali sono le regole nelle zone arancione scuro? Per il momento tra le due Regioni le regole sono diverse, con meno spostamenti consentiti da una parte e una maggiore chiusura delle scuole dall’altra. Rispetto alle zone arancioni normali cambiano le regole sugli spostamenti, le seconde case e la scuola, con meno differenze su bar, ristoranti e negozi. In Emilia-Romagna i movimenti sono vietati anche all’interno dello stesso comune, tranne per lavoro, salute o necessità. In Lombardia è vietato andare in abitazioni diverse da quella principale ed è vietato lo spostamento nelle seconde case. Dove possibile è previsto lo smart working obbligatorio.

Per quanto riguarda bar e ristoranti le regole sono uguali a quelle della zona arancione normale. Vige il divieto di consumare cibi o bevande nei ristoranti e nei bar e anche nelle vicinanze dei locali. Sono consentiti solo l’asporto e il domicilio. Le regole non cambiano neppure nei negozi e nelle attività commerciali. Non sono previste limitazioni alle categorie dei beni vendibili, mentre le attività che si trovano nei centri commerciali restano chiuse nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione di farmacie, alimentari, tabacchi ed edicole. La differenza rispetto alla zona arancione tradizionale è che si passa dalla didattica a distanza solo per gli ultimi due anni delle medie e per le superiori ad una chiusura quasi totale degli istituti. In Emilia-Romagna sono rimasti in presenza solo i servizi educativi nella fascia 0-3 anni e le scuole dell’infanzia, mentre in Lombardia sono stati chiusi tutti gli istituti.