Le ricette di un marinaio-mito, approvate da uno chef-leggenda

AGI - Un libro per sognatori, amanti dell'avventura, del mare, dell'esotismo e della buona tavola. Protagonisti  Corto Maltese, il marinaio più famoso della narrativa mondiale, velisti da leggenda come Silvio Soldini e Massimo Bottura, uno degli chef più celebrati al mondo. Ci sono tanta bellezza e tanto talento  in “Cucinare con Corto Maltese. Ricette dal mondo per navigatori e sognatori” da oggi in libreria edito da Cong, la società svizzera che gestisce l'opera artistica di Hugo Pratt,  firmato dal suo amico e biografo Michel Pierre (176 pagine a colori, 29,50 euro).

Un libro di ricette di cucina e di vita per naviganti e sognatori sulle orme dei mitici viaggi del marinaio creato dalla matita di Hugo Pratt, ma anche l'occasione per scoprire gli intrecci sentimental-creativi tra Bottura, che firma la prefazione, e Corto Maltese che, scrive lo chef “ ha accompagnato e segnato un pezzo della mia giovinezza, quando ancora non sapevo che il cibo sarebbe stato il  primo veliero a condurmi nell'universo della passione e della creatività. Vedevo il marinaio cittadino del mondo che scrutava un orizzonte lontano ma definito, un mare immenso ma che prima o poi avrebbe svelato una terra, un popolo sconosciuto, una tradizione ignota, una donna diversa, una passione misteriosa”.

Bottura omaggia il suo mito adolescenziale anche con le ricette firmate da otto giovani chef che ha allevato (“il mio orgoglio sparso ai quattro angoli del pianeta”).

A svelare le ricette e gli aneddoti legati a terre e oceani attraversati da Corto Maltese provvede Pierre, tra lo spezzatino di Toledo, lo stufato di tonno “perfetto per quando si approda alle isole Scilly accompagnati da una leggera pioggia novembrina”, l'italico agnello alla calabrese (“Ero approdato sulla costa calabrese dal golfo di Squillace. Cercavo, nei dintorni di Soverato, le rovine di una chiesa del XI secolo in stile arabo normanno con una iscrizione molto strana. L'iscrizione è ancora lì, forse anche l'albergo di cui ho dimenticato il nome ma non la cucina”, riporta il diario di bordo che accompagna ogni ricetta) e i pomodori farciti allo tzatziki, da gustarsi “leggendo il Timeo di Platone sotto la scogliera di Santorini”.

Ma c'è anche, da assaporare una volta attraccati in un porto spagnolo la coda di toro alla cordovese, e poi il branzino alla cantonese,  il ceviche peruviano, il tofu del Sud est asiatico, lo street food di Buenos Aires e perfino le zampe di dromedario in salsa vinaigrette e spezzatino di ventre. Ad accompagnare i piatti, insieme ai magici acquerelli di Pratt, c'è sempre un buon vino, suggerito dal sommelier Antonio Mazzitelli. E se qualcuna delle ricette nate dalla fantasia è più adatta a tempi e fornelli di cucine terrestri a riportarci con i piedi e la testa nelle vere cambuse ci pensano i piatti dei più famosi velisti italiani, da Soldini a Mauro Pelaschier passando per  Dudi Coletti.

Soldini propone il suo “riso per ogni latitudine”, con tonno, capperi e limone “una ricetta facilissima che realizzo spesso nelle mie lunghe navigazioni in solitaria, nutriente, comoda. E se avanza sarà buono anche il giorno successivo, anzi sarà più buono”. Pelaschier la “colazione del marinaio” a base di cipolle di Tropea, fagioli e l'immancabile tonno che, ne è sicuro, “ti sostiene lo stomaco sia in burrasca sia in bonaccia”.

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