Le risate degli assassini di Manuel dopo l'omicidio. La madre: "Belve, vi vorrei morti"

Huffington Post
Manuel Careddu

Ridevano dopo aver ucciso Manuel, ed erano pronti ad uccidere ancora. In una delle intercettazioni fatte per scoprire la verità sull'omicidio di Manuel Careddu, il 18enne di Macomer ammazzato per un credito di droga, si sente uno degli accusati, Christian Fodde, commentare il delitto e ridere: "Dovevi vedere per credere? Io me la rido perché non me ne frega un c...eh vabbè. Non me ne devi dare soldi perché... è difficile che lo dici", dall'altro capo del telefono c'è la sua complice, una ragazza minorenne anche lei agli arresti. Parlando poi di un amico che sapeva ciò che era successo la giovane chiede, senza pietà, "lo uccidiamo?", e Fodde risponde "Mi devo sporcare per un essere... arrivederci...". Frasi agghiaccianti, che non lasciano trapelare alcun segno di pentimento.

Il giorno dopo il ritrovamento del corpo del ragazzo, fatto a pezzi e sotterrato in una campagna dell'Oristanese, parla anche sua madre, Fabiola Belardi. La donna, distrutta dal dolore, si rivolge ai cinque presunti assassini: "Lo avete ammazzato come se fosse una bestia, la dovete pagare cara e non sarà certamente la condanna esemplare che vi verrà inflitta a rasserenarmi. Combatterò fino ad avere giustizia, quella vera - si legge sulle pagine de L'Unione Sarda - vi voglio vedere tutti e cinque morti".

La donna era a conoscenza dei trascorsi del figlio che, racconta, come tutti i ragazzi della sua età aveva tanti progetti e voglia di vivere: "Quelle cinque belve non hanno visto che Manuel era poco più di un bambino? Non hanno pensato che stavano togliendo la vita a un ragazzo come loro, che aveva tanti sogni e tanta voglia di vivere. Lo so che mio figlio era coinvolto in storie non belle, ma per questo ha pagato le sue colpe. Invece voi, belve umane, lo avete ucciso senza pietà".


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