Le rovine dell'Antica Stazzano vicino alla capitale

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Nel Lazio, vicino alla capitale, si celano spesso resti mozzafiato di antiche città.

Nella valle della Sabina Romana si trova il paese fantasma di Stazzano Vecchio, situato nei pressi del nuovo borgo di Stazzano, frazione di Palombara. I paesaggi della campagna circostante, anche se vicini a Roma, rimangono rurali e ricchi di boschi: è il “paesaggio agrario dell’Ulivo”.

La storia

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Stazzano nacque come insediamento romano. L’origine del nome pare derivare proprio dal latino statio, che significa luogo di guarnigione o Stazione di Posta. Lo ‘stazzo‘ è altresì un agglomerato di case, di solito posto sugli Appennini, dove si trasferiscono le greggi in estate: in questo caso l’antico borgo era il luogo da cui partire per raggiungere gli stazzi in montagna. Secondo altre fonti, il nome Stazzano ebbe origine dalla famiglia romana degli Stazi, i primi a costruire la loro villa rurale.

Pare che le prime vere strutture risalgano all’epoca costantiniana, costruite su un’altura strategica detta castrum Statianum. Quest’ultima fu centrale per le fortificazioni e il castello realizzate durante l’Alto Medioevo a opera dei Savelli, una famiglia di spicco durante il X e XI secolo, per poi passare in mano agli Orsini.

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Il Trecento fu l’epoca di massimo splendore per Stazzano Vecchio, mentre tra Cinquecento e Seicento il castello e il centro abitato furono in mano ai Borghese. Il declino iniziò nel XIX secolo poiché, a causa del dominio francese a Roma a partire dal 1808 e la conseguente crisi del sistema feudali, Stazzano perché il suo ruolo di centro economico.

Il colpo di grazia fu assestato da un tremendo terremoto il 24 aprile 1901, con epicentro a Montelibretti e di grado VIII sulla Scala Mercalli: quelle poche abitazioni rimaste in piedi dopo il declino furono rase definitivamente al suolo. I materiali dei ruderi furono utilizzati dagli abitanti per costruire un nuovo centro abitato, l’attuale Stazzano Nuovo. Fu così che la parte antica ottenne l’attuale soprannome.

Di quello che era il castello rimangono soltanto il fossato, l’antico mastio quadrato e tre torri circolari: le iniziative di ricostruzione del borgo non sono mai andate a buon fine.

Visitare Stazzano Vecchio

Stazzano Vecchio è raggiungibile solo in auto percorrendo la S.P. 636 da Moricone; in alternativa, se si proviene da Palombara Sabina, è necessario seguire la medesima strada e superare il centro di Stazzano Nuovo. Dopo meno di un chilometro si troverà il percorso che porta al borgo fantasma.

Nonostante sia trascorso un secolo dallo sciame sismico, il tessuto urbano originale è ancora ben visibile, così come l’abside Chiesa di Santa Maria e le due strade principali. A est è possibile osservare i ruderi del castello, con le mura, le tre torri circolari e quella quadrangolare al centro del cortile.

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Poco distante sono visibili anche le rovine della Chiesa di San Giovanni Evangelista, costruita nel 1322. A seguito dell’abbandono nel XVIII secolo venne adibita a stalla e in seguito fu un cimitero.

In zona è possibile visitare altre due città abbandonate, ovvero Castiglione di Palombara e Montefalco, così come Castrum Marcellini. Infine, il Parco Naturale dei Monti Lucretili può essere un’ultima tappa perfetta per completare la gita a Stazzano Vecchio.