Le sanzioni frenano la lotta al cambiamento climatico, accusa il Venezuela

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 AGI - Le sanzioni inflitte al Venezuela frenano gli sforzi del Paese sudamericano nella lotta al riscaldamento globale. È quanto ha sottolineato in un'intervista all'Agi l'Incaricata d'Affari di Caracas, Maria Elena Uzzo Giannattasio, la quale ha rimarcato inoltre che nell'organizzazione della Conferenza sui cambiamenti climatici di Glasgow è stata attuata una "diplomazia selettiva" a danno dei Paesi in via di sviluppo.

La diplomatica ha poi ricordato che il dialogo tra il governo venezuelano e l'opposizione deve proseguire sulla base del memorandum firmato dalle parti lo scorso 13 agosto. Lo scorso 17 settembre il capo negoziatore di Caracas al tavolo di dialogo aperto in Messico, Jorge Rodriguez, aveva accusato l'opposizione e i suoi "patrocinatori stranieri" di "sabotare" ed "evadere" gli impegni assunti con il memorandum.

Quali sono le proposte che il Venezuela ha portato alla Cop26 di Glasgow?

"Il Venezuela è firmatario della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), del Protocollo di Kyoto e dell'Accordo di Parigi, quindi è parte attiva della conferenza.  Nel 2015, partendo dalla prospettiva di essere un paese con basse emissioni di gas serra (0,48% delle emissioni globali), il governo si era impegnato a ridurre le emissioni di almeno il 20% rispetto ai livelli consueti entro il 2030 con l'attuazione di un Piano nazionale di mitigazione e di un Piano nazionale di adattamento.

Nonostante tutte le difficoltà che affronta a causa delle Misure Coercitive Multilaterali imposte dagli Stati Uniti a partire dal 2016, oltre ai piani nazionali, il Governo venezuelano sta compiendo numerosi sforzi per la creazione di foreste compensative, la costruzione di due parchi eolici ad alta capacità (Paraguaná e La Guajira), laboratori di input biologico per il settore agricolo, conservazione delle foreste, controllo degli incendi boschivi, sanificazione delle discariche e campagne informative rivolte alla popolazione,

Lo scorso agosto, durante il II Reencounter with Mother Earth, i Ministri dell'Ambiente dell'ALBA-TCP hanno deciso di favorire un dibattito tra esperti per concepire una proposta congiunta che sia sottoposta all'approvazione degli Stati membri sull'impatto delle misure coercitive unilaterali in l'attuazione dell'Accordo di Parigi e l'esercizio dello Sviluppo Sostenibile, di fronte al massimo evento dell'azione per il clima.

Il 18 ottobre scorso, il Ministro del Potere Popolare per l'Ecosocialismo, Josué Lorca e la direttrice per i negoziati sul cambiamento climatico del Ministero del Potere Popolare per le Relazioni Estere, Isabella Di Carlo, sono intervenuti alla Riunione Ministeriale del Gruppo LMDC (The Like Minded-Group of Developing Countries) sui cambiamenti climatici, coordinata dallo Stato Plurinazionale della Bolivia.

Il Ministro Lorca ha sostenuto che il Gruppo possiede ancora un ruolo strategico nel quadro della Conferenza, riscontrando che il divario di partecipazione era del tutto sfavorevole per i paesi in via di sviluppo e che si è assistito alla configurazione di una diplomazia "selettiva" per le consultazioni su temi di fondamentale importanza per i nostri Paesi.

Allo stesso modo, Lorca ha evidenziato come un'altra minaccia la falsa moralità e l'incoerenza discorsiva sul cambiamento climatico nei paesi che hanno fatto parte, direttamente o indirettamente, dell'applicazione illegale e discrezionale delle Misure coercitive unilaterali (MCU), misure illegali che incidono chiaramente sull'attuazione dell'l'Accordo di Parigi e ci pone in una condizione di vulnerabilità alla crisi climatica.

Il Venezuela è uno dei Paesi più diversificati del pianeta. Nonostante sia un paese esportatore di petrolio, l'energia è prodotta dall'acqua e possiede il quarto impianto idroelettrico più grande del mondo.

Il Venezuela crede nello sviluppo sostenibile e possiede le risorse per vivere e sviluppare altre fonti di energia verde. In questo momento, il governo ha chiesto il sostegno dell'Assemblea Nazionale (AN) per la creazione di leggi a grande impatto per l'eco socialismo, in particolare quelle relative al cambiamento climatico. Infatti, la Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, al suo articolo 127, conferisce allo Stato le competenze per proteggere l'ambiente e affrontare le questioni ambientali, in particolare il cambiamento climatico.

Recentemente, l'ALBA, Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America, ha affrontato la creazione del gruppo Giovani e Cambiamenti Climatici dei paesi membri e uno scambio tra accademici ed esperti dei paesi della regione sull'impatto delle misure coercitive unilaterali sull'attuazione dell'Accordo di Parigi e il diritto allo sviluppo sostenibile, elementi essenziali per il rispetto della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e in vista della Cop26".

Esiste la prospettiva di riprendere presto il dialogo con l'opposizione?

"Le prossime elezioni regionali e comunali che si terranno in Venezuela il 21 novembre sono il risultato della partecipazione delle diverse opposizioni che compongono il panorama politico del Paese al Tavolo di Dialogo Nazionale istaurato nel mese di agosto scorso tra i rappresentanti del governo del Presidente Nicolás Maduro e la Piattaforma Unitaria del Venezuela, che include, appunto, diversi partiti di opposizione.

L'evento ha ricevuto il sostegno da parte tutti i 33 paesi membri della CELAC (Comunità di Stati dell'America Latina e dei Caraibi) e un prezioso supporto attraverso l'intermediazione del Regno di Norvegia e l'accompagnamento della Federazione Russa e del Regno dei Paesi Bassi. Il Tavolo è consistito in una serie di incontri che si sono tenuti a Città del Messico

Come risultato di questo processo, ancora in corso, è stato firmato un Memorandum d'Intesa che si è posto l'obiettivo di raggiungere un accordo tra le parti attraverso una trattativa forte, integrale, progressiva e pacifica, volta a stabilire regole chiare di convivenza politica e sociale, nel pieno rispetto della Costituzione del Venezuela.

Il Memorandum prevede un'agenda specifica, basata su 7 punti prioritari condivisi dalle parti, tra cui: Diritti Politici per Tutti, Garanzie elettorali per tutti. Cronogramma elettorale per elezioni osservabili, Revoca delle sanzioni e ripristino dei diritti sugli attivi statali, Rispetto dello Stato Costituzionale di Diritto, Convivenza Politica e Sociale, Protezione dell'economia nazionale, misure di previdenza sociale per il popolo venezuelano e Garanzie di attuazione, monitoraggio e verifica di quanto pattuito.

Il governo venezuelano crede nel dialogo come unica strada per appianare le divergenze e farà tutto il possibile affinché questa roadmap, elaborata da Governo e Opposizioni attraverso il Memorandum, continui ad essere una strategia condivisa di dialogo tra le parti.

Quali misure sta adottando il governo per combattere la criminalità organizzata?

"Dal 2018 in Venezuela è stata creata la Missione Quadranti di Pace al fine di prevenire, monitorare e combattere, in modo sistematico e attraverso politiche strutturate e specifiche, i fenomeni legati alla corruzione, alla criminalità organizzata, al traffico di droga e al terrorismo, con l'obiettivo di ridurre gli effetti degli stessi sulla pace sociale e lo sviluppo della nazione e favorire la cura dei diversi livelli di proiezione di queste forme criminali.

Allo stesso modo, il Governo ha implementato alcuni strumenti normativi a sostegno della lotta alla criminalità organizzata, come il Piano nazionale contro la corruzione,  mentre il Ministero dell'Interno si è impegnato nella creazione di un Osservatorio nazionale contro la corruzione, la criminalità organizzata e il terrorismo, con l'obiettivo di monitorare sia l'efficacia delle numerose strategie attuate sia l'attuazione del Piano Nazionale antidroga e il Piano nazionale contro le bande criminali e contro il terrorismo, la tratta di esseri umani e il traffico di migranti".

@cicciorusso_agi

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