Le scuse di Michetti sulle dichiarazioni sulla Shoah

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Michetti scuse Shoah
Michetti scuse Shoah

Dopo le recente polemica scoppiata a seguito della riproposizione di alcune dichiarazioni passate di Michetti sulla shoah, il candidato di Fratelli d’Italia ha deciso di fare un passo indietro scusandosi per quanto detto pubblicamente. “Mi scuso sinceramente per aver ferito i sentimenti della Comunità Ebraica”, ha dichiarato Michetti che ha fatto dunque un “mea culpa” per quanto avvenuto circa un anno fa, cercando di mettere laddove possibile una pezza su una vicenda che è arrrivata anche ad alte cariche vicine al mondo ebraico tra cui la Presidente della comunità ebraica Noemi di Segni che non ha esitato a definire le dichiarazioni “scandalose”.

Michetti scuse Shoah, “Usato un’imperdonabile leggerezza”

“Nonostante abbia con fermezza condannato ogni forma di discriminazione razziale, anche in tempi non sospetti, ed in primis quella rappresentata dalla Shoah, mi rendo conto che in quell’articolo ho utilizzato con imperdonabile leggerezza dei termini che alimentano ancora oggi storici pregiudizi e ignobili luoghi comuni nei confronti del popolo ebraico”.

Sono queste le parole del candidato alle elezioni amministrative di Roma che ha deciso di prendere atto di alcune passate dichiarazioni apparse in un articolo datato febbraio 2020 e pubblicato sul sito Radio Radio.

Michetti scuse Shoah, “Mi scuso per aver ferito i sentimenti della comunità ebraica”

Michetti si è scusato in particolare con la Comunità ebraica vero soggetto coinvolto nelle passate dichiarazioni: “Per questo mi scuso sinceramente per aver ferito i sentimenti della Comunità Ebraica, che come tutti gli italiani apprezzo e ritengo parte perfettamente ed orgogliosamente integrata della città di Roma da sempre e nel Paese tutto”.

Michetti scuse Shoah, la vicenda

Nell’articolo pubblicato a febbraio 2020, Michetti pur affermando di aver avuto rispetto sulle vittime della shoah si è chiesto perché non sia stata attribuita la stessa importanza ai massacri delle foibe. Traendo una conclusione ha formulato poi un’ipotesi: “Forse perché non possedevano banche, forse perché non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta…”.

Nel frattempo da parte della Presidente della Comunità ebraica Noemi Di Segni – scrive il quotidiano La Repubblica – sono arrivate delle pesanti critiche nei confronti di Michetti: l’ipotesi che “le nostre istituzioni cittadine siano guidate da persone il cui pensiero è intriso di pregiudizi fa tremare. […] Cultura del dialogo ed educazione alla memoria di ciò che fu il fascismo siano punti cardine alla base anche delle scelte elettorali”.

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