Le sigle sindacali dei medici protestano contro le gestione dell'epidemia

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protesta medici
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Varie sigle sindacali rappresentanti dei medici hanno dato avvio ad una protesta per la pressione e lo stress causato loro dall’emergenza coronavirus. “Un grido di dolore perché la nostra categoria in questo periodo è stata massacrata. Sembra che tutte le colpe ricadano sui medici di famiglia”, ha affermato uno di loro.

Protesta dei medici

Durante l’epidemia sono morti quasi 200 medici tra cui alcuni già in pensione ma volenterosi di dare una mano come volontari data la difficile situazione. Circa 20 mila poi quelli che si sono contagiati. Numeri che hanno dato il via ad una protesta contro le modalità di gestione dell’emergenza, tra mancato rinforzo dell’assistenza territoriale e ingiusta e immotivata denigrazione da parte di organi istituzionali.

Queste le principali sigle sindacali che hanno aderito: Smami, Smi, Cgil, Simet, Federazione Cip, Sisp e Sinspe a cui si aggiungono anche i pediatri. Qualcuno non regge più il carico di lavoro, altri vorrebbero lasciare la professione. L’obiettivo della protesta è quello di “allertare le istituzioni sullo stato di completo collasso del territorio“. I sistemi di presa in carico sono saltati e i medici non riescono ad occuparsi di tutte quelle patologie che non trovano più risposta negli ambulatori e negli ospedali.

Hanno inoltre denunciato di sentirsi abbandonati in trincea e spesso additati come responsabili del disastro degli ospedali e del fallimento della politica sanitaria degli ultimi vent’anni. Senza un adeguato rafforzamento della medicina territoriale monitorare i malati di Covid che potrebbero non necessitare di un ricovero è un carico di lavoro esponenziale e non sostenibile.