Le spezie fanno litigare i due partiti di maggioranza in Sardegna

Roberta Secci

AGI - Non ci sarebbe lo scontro su una nomina in commissione consiliare Bilancio all'origine della 'battaglia delle spezie' fra Lega e Psd'Az, consumata due giorni fa nell'aula del Consiglio regionale della Sardegna. Almeno secondo la versione fornita dai leghisti.

I due principali partiti della maggioranza di centrodestra che sostiene il presidente della Regione Christian Solinas, sono stati protagonisti di una prova di forza in Aula su un emendamento alla leggina di modifica sulla norma regionale sugli agriturismo che riguardava la possibilità di utilizzare ingredienti o spezie extraregionali non solo in caso di produzione assente in Regione, ma anche quando fossero stati disponibili in quantità troppo limitate.

Il superamento dell'impasse

Dopo ore di tira e molla, la Lega ha ritirato l'emendamento: l'impasse è stata superata con un ordine del giorno che impegna l'assessore all'Agricoltura a stilare una tabella con ingredienti e spezie non autoctone ammissibili. Ricostruzioni giornalistiche che non sono piaciute alla Lega hanno fatto riferimento a quanto accaduto il giorno precedente in Terza commissione (Bilancio), quando per la maggioranza è stato eletto segretario, nell'ufficio di presidenza, il sardista Stefano Schirru, invece che il candidato leghista Michele Ennas. Quest'ultimo e il suo capogruppo, Dario Giagoni, hanno diffuso oggi una nota per smentire qualsiasi contrapposizione col Psd'Az in commissione.

"Alcuni commissari hanno proposto il mio nome come possibile papabile", spiega Ennas, "ma il posto spettava al Psd'Az e in tal direzione sì è proceduto eleggendo il collega Stefano Schirru all'unanimità dei voti della maggioranza. A lui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro".

"Ci siamo sentiti in dovere di portare avanti questo chiarimento in quanto abbiamo provato gran dispiacere nel leggere su importanti organi di stampa locali notizie non corrispondenti alla verità dei fatti", precisa Giagoni. "Nessun abbandono dei lavori per protesta, la nostra presenza è stata garantita sino alla fine".