Le statue Moai dell’Isola di Pasqua: risolto il mistero

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L’Isola di Pasqua ospita 887 sculture monolitiche, chiamate statue Moai, costruite dai Rapa Nui, popolo nativo dell’isola tra gli anni 1400-1650 d.C. Le più grandi statue Moai pesano 86 tonnellate con un altezza di 30 piedi (circa 9 metri) ma la dimensione media è di circa la metà. Le statue sono realizzate in tufo vulcanico parzialmente fuso e cementato con della cenere vulcanica. Questo significa che sono abbastanza facile da modellare, ma anche estremamente pesanti. Il materiale fu estratto lungo il pendio del vulcano spento presente sull’isola.

Si presume che le statue siano state per lo più scolpite mentre giacevano distese sulla schiena, con le spalle finite solo quando la statua era completa e sistemata in posizione verticale. Una volta terminate, gli isolani le posizionavano intorno all’isola. Alcune teorie suggeriscono che le sculture sono state spostate nei loro luoghi di riposo finali usando piattaforme rotolate su tronchi; altre suggeriscono invece che a lavori finiti le statue venivano spostate usando solo la forza lavoro e corda.

Molte statue furono inizialmente pensate come a enormi teste o busti testa e spalle. Gli studi hanno dimostrato che sono molto più di questo. Innanzitutto, gli archeologi hanno scoperto che le statue che sembravano solo teste sono in realtà attaccate a dei corpi. Nel corso dei secoli i sedimenti e la vegetazione hanno seppellito lentamente le statue, lasciando visibili solo le teste.

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Le statue Moai dell’Isola di Pasqua

Un gruppo di archeologi dell’UCLA ha avviato il Progetto Isola di Pasqua e sta scavando le forme sepolte. Questo potrebbe spiegare come sono nate le statue e il loro posizionamento? Stando a quanto riportato dal sito thevintagenews.com, un gruppo di ricercatori, guidato dall’antropologo Carl Lipo, sta rispondendo a questa domanda.

Lipo ha studiato i Rapa Nui e il motivo per cui sono scomparsi dall’isola. Uno dei problemi che ha suscitato la sua curiosità è stato il modo in cui una popolazione è riuscita a sopravvivere su un’isola con così poca acqua potabile. Le precipitazioni medie per l’isola sono solo circa 48 pollici all’anno e non ci sono molte sorgenti o altre fonti di acqua dolce.

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Le statue Moai, segnalavano acqua potabile

Gli archeologi iniziarono così lo studio sul campo per cercare di capire come i Rapa Nui riuscivano ad estrarre le acque sotterranee salmastre che risalivano lungo le coste. La ricerca rivelò diversi luoghi in cui i Rapa Nui potevano ottenere acqua salmastra. Ma la cosa davvero interessante era che le statue Moai sembravano essere collocate sempre esattamente dove c’era acqua adatta a bere.

Lipo disse: “Più guardavamo e più coerentemente vedevamo questo schema. I luoghi senza Moai non mostravano acqua fresca. Il modello era sorprendente per quanto fosse coerente. Quando troviamo Moai all’interno dell’isola, troviamo fonti vicine di acqua potabile. È stata una vera sorpresa”.

La civiltà dei Rapa Nui fu decimata dalle malattie e dal raid degli schiavi portati dagli esploratori europei, ma prima di ciò la cultura riuscì a sopravvivere per cinquecento anni in un ambiente remoto con pochissime risorse naturali.