Le storie dei genitori a cui sono stati tolti i propri bambini

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Si è tenuto oggi, 11 giugno, a Roma, in Piazza Montecitorio, un sit in di protesta per sensibilizzare le autorità e le Istituzioni sulle sottrazioni ingiustificate dei figli minorenni dalle loro famiglie. A sostenere la manifestazione l’avvocato Carlo Priolo, presidente dell’associazione Verità Altre con il direttore di Paeseroma, Michelangelo Letizia. Molte le storie dei genitori in piazza, tutte accumunate dalla costante dell’allontanamento di un bambino dalla propria famiglia natale. I più ricercati dai manifestanti sono stai il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e il ministro della Salute, Roberto Speranza. Al centro del dibattito c’è la Pas, la sindrome di alienazione parentale con le mamme in piazza che chiedono la rivalutazione delle decisioni emesse dai giudici ed il ritorno a casa dei propri figli.

Protesta a Montecitorio per la sottrazione dei figli

Le madri si rivolgono al governo e alle Istituzioni tutte per far tornare al più presto i propri figli a casa. C’è chi come la mamma di Davide non vede il suo bambino dal 1 febbraio del 2018: “Io l’ho affidato alla scuola – ha detto la donna – e li ha avuto il prelevamento coercitivo durante il quale hanno usato la violenza fisica su mio figlio, oltre che quella morale. Mio figlio protestava, non voleva andare con loro. Voleva parlarmi, chiedeva di me. Ma non mi hanno avvisato e da li mi impediscono di vederlo e sentirlo al telefono. A me e a tutti i miei familiari”.

Le storie delle mamme dei bambini

C’è poi la nonna di Aurora che è in piazza per difendere i diritti di sua figlia e della nipotina, portata in una casa famiglia a soli 40 giorni: “Sono 4 anni che lottiamo con i tribunali. È stata fatta una denuncia all’epoca di sottrazioni di minore. Il papà è scappato con la bambina e non ha dato nessuna spiegazione. Ha detto solo che la madre aveva troppe attenzioni”. La piccola Aurora è finita in una casa famiglia e li è rimasta per 13 mesi. “Il tribunale ha tolto la responsabilità genitoriale a mia figlia – dice la nonna della bambina – Hanno dato la bambina al papà. Io sono qui per chiedere al Tribunale minorile di Roma e alle Istituzioni di approfondire quando gli arrivano delle denunce perchè se denunciare vuol dire perdere dei figli si va in una situazione interminabile. Vogliamo crederci in questa giustizia – ha concluso la donna – però per favore non allontanate i bambini alle mamme perchè le fate morire”.