Le storie dei ricoverati e morti da Covid

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Mentre prosegue la campagna vaccinale, esiste – e resiste – una fetta di popolazione che rifiuta il farmaco indispensabile per liberarci della pandemia. Ecco le loro storie.

Covid, le storie di vittime e ricoverati

L’immunità di gregge, ottenuta attraverso una vaccinazione di massa, è la sola via per sconfiggere il Covid, ce lo dicono gli esperti. Ma c’è chi ancora di vaccino non ne vuole sentir parlare. Mosso da paura, sfiducia o altri sospetti. Sono chiamati “esitanti” dai vaccinologi. Ma l’esitazione, a volte, può giocare brutti scherzi, soprattutto quando si tratta di salute. “Dal primo maggio a oggi, abbiamo avuto 6 morti per Covid, 5 dei quali non immunizzati, il sesto aveva appena ricevuto la prima iniezione e probabilmente il giorno stesso si è infettato, il massimo della sfortuna” racconta Matteo Bassetti, capo infettivologo del San Martino di Genova.

Storie di Covid, Genova

Proprio dal San Martino arrivano le storie dei no-vax che hanno rischiato – e a volte perso – la vita. “Se ne è andato in 5 giorni -racconta Bassetti al Corriere-. Quando è arrivato gli ho chiesto perché non avesse aderito a un invito che lo avrebbe salvato. Mi ha guardato con occhi colmi di rassegnazione”. La storia di questo 72enne è solo una delle tante. A Pisa la situazione non cambia: in questi giorni sono arrivati in reparto due nuovi contagiati, entrambi non vaccinati. “Le loro motivazioni? Il Covid è finito, a che serve mettersi in corpo della roba -racconta Francesco Menichetti-. Oppure, non sono anziano e anche se mi prendo il virus non rischio di morire. Noi siamo preoccupati perché i positivi si moltiplicano. Il sistema sanitario attualmente non ha pressioni. Speriamo che questa fotografia estiva non cambi”.

Covid, altre storie da Napoli

Più a sud le storie si ripetono. “Abbiamo due no vax in gravi condizioni, con polmonite severa, uno è in terapia intensiva, intubato. Poche ore fa se ne è andato un uomo di 86 anni. Non si sentiva in pericolo. Diceva che bastava si vaccinassero i familiari per stare al sicuro. Vedeva poche persone e credeva di essere in isolamento. Ha preso il virus dal nipote -racconta Ivan Gentile, del reparton di infettivologia Federico II di Napoli-. La morale: nessuno, pur non uscendo di casa e limitando i contatti all’essenziale, può sentirsi in una botte di ferro. Basta la badante che gli porta la spesa per contagiarlo”.

Covid, le storie dei malati: sono quasi tutti no vax

Una certezza è che i ricoverati, ora, sono quasi tutti non vaccinati. Lo conferma Francesco Dentali, responsabile medicina interna a Varese. “Oggi i ricoverati sono 12, il 90% non vaccinati o parzialmente. Il più grave ha 50 anni, straniero residente in Italia, tutti positivi in famiglia, tutti suscettibili al Sars-CoV-2. Se lo sono passato tra loro -spiega-. Adesso la situazione è facilmente gestibile, ogni giorno però assistiamo a una lieve risalita di ricoveri. L’esempio dell’Inghilterra deve essere un monito”.

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