Stragi sulle strade italiane, scatta l'allarme

Le stragi sulle strade italiane

Ancora un weekend di sangue sulle strade italiane. Vittime tanti giovani, alcuni non ancora maggiorenni. Il bilancio dell'ultimo fine settimana è di 15 morti, 15 vite spezzate in diversi incidenti tra Veneto, Liguria ed Emilia-Romagna, ma anche in Campania e in Sicilia.

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Nonostante i dati confortanti degli ultimi due anni con la riduzione del numero dei morti sulle strade, le recenti tragedie dimostrano come, nel nostro Paese, stia tornando l'emergenza "stragi del sabato sera". Un campanello d'allarme, secondo l'Asaps (Portale della sicurezza stradale ) e l’Aifvs (Associazione dei familiari e vittime della strada), che ci riporta tristemente al passato.

Un weekend nero sulle strade italiane

Quello del 13 e 14 luglio è stato un fine settimana terribile: quindici persone, quasi tutte under 30, se non addirittura minorenni, hanno perso la vita in incidenti stradali. Comitive di ragazzi, amici che avevano trascorso la serata in discoteca o in un locale, morti sul colpo oppure intrappolati tra le lamiere della loro auto. Schianti violentissimi, a causa di un colpo di sonno, di un attimo di distrazione di chi si trovava al volante (magari per scattarsi un selfie o girare un video, come accaduto ad Alcamo, in Sicilia), oppure di un bicchiere di troppo. E' quello che è successo, ad esempio, a 4 giovani romeni di Cesena (un 37enne alla guida e i passeggeri di 19, 17 e 14 anni, tutti morti tra sabato e domenica) e a 5 ragazzi di Jesolo (4 ventenni hanno perso la vita dopo che la loro auto è uscita di strada ed è finita in un canale, mentre un 28enne è deceduto dopo essersi schiantato contro un platano). E ancora: un morto e due feriti gravi in un incidente avvenuto sempre nelle stesse ore sulla A7 Genova-Serravalle Scrivia, e una 27enne, che è spirata dopo il terribile schianto a Castrocaro Terme, nel forlivese. Infine a Caserta, dove un centauro, un 35enne, ha perso il controllo della sua moto (e la vita) cadendo rovinosamente sull'asfalto, e a Napoli, dove una ragazza è morta dopo che si è schiantata con il suo scooter. Un "bollettino di guerra" che fa davvero rabbrividire.

I numeri e le criticità

Ad analizzare il problema "stragismo stradale" in Italia è l'Aifvs, l'Associazione dei familiari e vittime della strada. Secondo i dati forniti, nel 2017 sono stati 668 i ragazzi con meno di 29 anni morti a causa di incidenti, 35 in meno rispetto alle 703 vittime dell'anno precedente. Il dato coincide con la flessione del 3% dei sinistri registrato dall'Istat nei primi 6 mesi del 2018, da cui discende un calo delle vittime dell'8% e dei feriti del 3%. Questa tendenza, rispetto allo stesso periodo di un anno, avvicina il dato italiano al target fissato dall'Ue di riduzione del 50% dei morti sulle strade entro il 2020. Ma, secondo l'Asaps (Portale della sicurezza stradale), i gravissimi incidenti dello scorso weekend "ripropongono in modo prepotente il problema delle "stragi del sabato sera". Inoltre, come spiega il sito, ci sarebbero altri problemi che andrebbero affrontati con una certa urgenza: l'attuale carenza di etilometri, gran parte dei quali "fermi in revisione nei due banchi prova disponibili al Mit", il calo delle pattuglie, soprattutto nelle strade statali e provinciali, oltre all'assenza di "vere campagne informative anti-alcol".

I più colpiti

Per quanto riguarda le vittime di incidenti stradali, nel 2017 il numero più alto di morti appartiene alla fascia 25-29 anni, con ben 251 vittime, (232, invece, quelli di età compresa tra i 20 e i 24 anni (dati Istat). Fa impressione, invece, il numero delle vittime minorenni, con ben 160 decessi. Tuttavia, rispetto all'anno precedente, le percentuali di morti fanno segnare un calo rispetto al 2016, almeno per quanto riguarda le vittime di un'età compresa tra i 10 e i 24 anni. Sono purtroppo in aumento (+6,4%) quelli tra i 25 e i 29 anni.

Una pericolosa involuzione

In generale il numero degli incidenti mortali è calata, soprattutto in autostrada (-15,7%) e sulle strade urbane e extraurbane (-8,3 e -7%). Ma sempre secondo quanto dichiarato da Asaps, lo "stragismo" del weekend starebbe tristemente tornando. A lanciare l'allarme è Giordano Biserni, presidente della stessa associazione che ha fornito i dati. Pur riconoscendo un calo complessivo dei decessi, ci sarebbe un "pericoloso campanello d'allarme", una tendenza al rialzo che "ci rituffa nel passato". Nel 2001, "nelle sedici ore maledette che vanno dalle 22 del venerdì alle 6 del sabato e dalle 22 del sabato alle 6 della domenica, si contavano 917 morti". Poi, "con la patente a punti, con le leggi più severe nel contrasto all'alcol alla guida fino alla confisca del mezzo, con la distribuzione degli etilometri, con l'impegno forte della Stradale e delle altre forze di polizia, con le campagne di comunicazione mirate si era arrivati addirittura sotto quota 300 vittime". Si risale però da questo minimo già nel 2017, osserva l'associazione, con 338 morti registrati. Solo in Romagna "negli anni '90 si perdevano circa 25-30 ragazzi all'anno per le cosiddette stragi del sabato sera. Ultimamente eravamo scesi a 5-6 ragazzi all'anno. Sempre tanti, ma in netto calo". Ora, sottolinea Biserni, "con quattro giovani morti in un colpo solo in una notte, a Cesena, la tendenza potrebbe tornare in risalita". E, tra l'altro, "sembra quasi ci sia un ritorno alla mortalità sulla riviera romagnola e veneta, in quelle che erano appunto le regioni d'elezione delle stragi del sabato sera".