Le tappe della crisi di governo, date e scadenze da rispettare

(Photo by Simona Granati - Corbis/Getty Images,)

Ore e giorni frenetici per il governo che, dopo la mozione di sfiducia presentata al Senato da parte della Lega, apre sempre più gli scenari ad una crisi inevitabile. Continui botta e risposta tra i due leader delle forze politiche del governo, Salvini e Di Maio non se le mandano di certo a dire e la discussione si fa sempre più aspra tra i due.

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Come ribadito a più riprese, dai palchi dei comizi del Beach tour passando anche alle recenti interviste rilasciate agli organi di stampa, l’intenzione del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini è quella di andare al voto quanto prima.

Salvini: “Parlamento si esprima prima di Ferragosto”

Intervenuto da Policoro, il vicepremier ha ribadito: “Mi interessa la fissazione della data delle elezioni, che gli italiani sappiano quando potranno andare a votare un nuovo Parlamento che elegga un nuovo governo che vada avanti per cinque anni e faccia subito la manovra economica. Stiamo già lavorando per il futuro, per dare all’Italia un governo stabile che vada avanti per dieci anni. Se mi date una mano non ho paura di niente e di nessuno. L’unica cosa che mi aspetto- ha concluso Salvini- è che il Parlamento si esprima il prima possibile, non dopo ma prima Ferragosto”.

L’intenzione del leader del carroccio, però, potrebbe trovare il muro del Parlamento. Infatti, secondo quanto riportato in una analisi fatta da “Il Sole 24 ORE”, diverse sono le tappe segnate nel calendario politico nei prossimi giorni.

Le tappe della crisi

Dopo aver ricevuto la nota della Lega nella quale si evidenziava “l’irrimediabile distanza” fra gli alleati del governo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha deciso di parlamentarizzare la crisi, ovvero di non rassegnare le dimissioni ma di attendere la sfiducia del Parlamento. La parlamentarizzazione della crisi allungherà i tempi del voto ed il capo dello Stato Sergio Mattarella ha preso atto dell’intenzione delle forze politiche di tornare alle urne. Il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha indetto la riunione dei capigruppo per lunedì 12 agosto alle 16, la risposta del presidente della Camera Roberto Fico è stata la convocazione della riunione per il giorno successivo, martedì 13, alle 12. Conte, che ha scritto ai presidenti del Parlamento per dare loro la disponibilità a rendere le proprie comunicazioni alle Camere, potrebbe presentarsi al voto di sfiducia nella settimana dopo Ferragosto.

In base alla Costituzione le camere, chiuse per la pausa estiva, possono essere convocate in via straordinaria per iniziativa dei presidenti, del capo dello Stato o di un terzo dei suo componenti. Dopo la convocazione dei capigruppo si procede col richiamare tutti i parlamentari in vacanza per la calendarizzazione in aula. Dalla scelte delle aule la decisione passa poi al presidente della Repubblica che, tra le possibili opzioni, potrà affidare un mandato esplorativo all’attuale premier o ad uno dei presidenti delle due camere per verificare la sussistenza di una possibile maggioranza.

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Le scadenze da rispettare

Queste ultime scelte, infatti, sarebbero frutto della decisione di varare la legge di bilancio grazie ad un governo di scopo. Diverse sono infatti le scadenze impellenti che, con la crisi di governo, potrebbero non essere rispettate. Dalla candidatura a commissario Ue da presentare entro il 26 agosto, passando per la presentazione della Nota di aggiornamento Def entro il 27 settembre, la scadenza che preoccupa maggiormente è quella relativa al 15 ottobre, termine ultimo per trasmettere a Bruxelles il documento programmatico di bilancio (saldi e misure della legge di bilancio 2020).

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Gli austriaci voteranno il 29 settembre, in Polonia il 13 ottobre, spero che gli italiani votino entro lo stesso periodole parole di Salvini intervistato nel corso dello speciale “I giorni della crisi” del Tg1. Le ipotetiche date di voto, dunque, dovranno tenere in considerazione tali scadenze. Se le dimissioni di Conte dovessero arrivare la prossima settimana, calcolando i 60 giorni di tempo tecnico minimo, le prime date utili per il voto sarebbero il 13 o 20 ottobre. Se l’addio al governo dovesse invece arrivare la settimana dopo Ferragosto, ecco allora il ritorno alle urne per il 27 ottobre. Sempre secondo quanto ricostruito da “Il Sole 24 ORE” una terza data possibile potrebbe essere tra il 3 ed il 10 novembre, giorni temuti dal Quirinale in quanto in piena sessione di bilancio.