Le urne vuote di Conte scatenano una raffica di mal di pancia dentro M5s

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NAPOLI, ITALY - 2021/10/01: Giuseppe Conte president of the 5 Star movement, during the closing of the electoral campaign in support of the mayoral candidate Gaetano Mafredi, which took place in Piazza Dante in Naples. (Photo by Vincenzo Izzo/LightRocket via Getty Images) (Photo: Vincenzo Izzo via Getty Images)
NAPOLI, ITALY - 2021/10/01: Giuseppe Conte president of the 5 Star movement, during the closing of the electoral campaign in support of the mayoral candidate Gaetano Mafredi, which took place in Piazza Dante in Naples. (Photo by Vincenzo Izzo/LightRocket via Getty Images) (Photo: Vincenzo Izzo via Getty Images)

“Ci contraddistingue l’onestà, e dunque dobbiamo essere intellettualmente onesti: dovevamo essere la novità, così non è stato”. C’è preoccupazione nelle parole di Sergio Battelli, un sentimento di malessere che in pochi all’interno del Movimento 5 stelle hanno il coraggio di esternare, “ma di fronte a quello che succede non si può rimanere in silenzio”.

I selfie con Gaetano Manfredi, unico vincitore di questa tornata e con la lista M5s che si è fermata al 10% non riuscendo a superare il Pd, non è un tappeto abbastanza grande per nascondere i nodi con i quali Giuseppe Conte deve confrontarsi. Secondo i calcoli elaborati da Youtrend, nei comuni dove si è presentato il Movimento ha raccolto una striminzita media del 4,3%. Poco, troppo poco per poter dire che un problema non c’è.

“Siamo autoreferenziali, pompiamo le nostre piazze, sui social e fra di noi, ma alla fine Nenni aveva ragione, le urne rimangono vuote” è l’impietosa disamina di Battelli, presidente della commissione Affari europei della Camera e parlamentare M5s di lungo corso. La sua non è l’unica voce critica. Vincenzo Spadafora, ministro nel Conte I, affida a Facebook un doloroso post: “Dai risultati del Movimento cinque stelle non emergono effetti speciali. A Milano praticamente non esistiamo, perdiamo due grandi città dove abbiamo governato cinque anni, Roma e Torino”.

Battelli spiega che “io non voglio attribuire colpe, però Conte è il leader, si carica oneri e onori, e questa situazione la deve gestire lui”.

L’orizzonte è fosco, i 5 stelle vincono solo come ruota di scorta del Pd. A Napoli Manfredi avrebbe vinto al primo turno anche senza la lista pentastellata, che fallisce clamorosamente l’obiettivo di arrivare prima in città, superata anche dalla lista civica del candidato sindaco, a Bologna per ogni dieci elettori del Pd uno ha votato M5s, inchiodato a un risicato 3,4% che gli garantisce appena un consigliere nella futura maggioranza di centrosinistra.

Dai territori arrivano segnali poco incoraggianti. Virginia Raggi ha ammonito che “i cittadini non possono essere trattati come mandrie al pascolo”, mettendo in chiaro che da lei non arriverà nessuna indicazione di voto per Roberto Gualtieri, che è il punto a cui al contrario l’ex premier vuole arrivare prima del ballottaggio. Ancora più dura Valentina Sganga, candidata sconfitta a Torino: “Conte? Non l’ho sentito e mi è dispiaciuta la presenza solo a Napoli. Per ripartire, per ricostruire, bisogna metterci la faccia anche dove si perde, come a Torino e a Roma”. Due città che, in vista del secondo turno, vanno gestite con attenzione, per non rischiare di generare ulteriori fratture in due città già in sofferenza.

“Il Movimento ha bisogno di forza propulsiva sui contenuti, non stiamo parlando di che paese abbiamo in mente”, dice Battelli. Il deputato chiede a Conte di “costruire la segreteria, gli organi intermedi che ha proposto”, sperando “che sia una struttura nuova, non la stessa di sempre”. “E la deve fare subito - aggiunge - Riempire le piazze altrimenti non serve a niente, abbiamo urgenza di contenuti”. Dice anche Spadafora che “spero che ci sia presto occasione per confrontarsi all’interno dei gruppi parlamentari e dei nuovi organismi previsti dallo statuto del M5S, la cui nomina non è più rinviabile, perché è vero che il nuovo corso è appena iniziato ma questi primi segnali non vanno sottovalutati”. Se il buongiorno si vede dal mattino, per Conte il risveglio è bagnato da una pioggia fastidiosa.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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