Leader Ue dibattono su risposta a crisi energetica

Foto dei leader Ue riuniti a Praga, in Repubblica Ceca

PRAGA (Reuters) - Divisioni riguardo all'introduzione di un tetto ai prezzi del gas e ai pacchetti di aiuti nazionali sono riemerse oggi tra i leader dell'Unione europea, che si incontrano al Castello di Praga per discutere di come affrontare al meglio la crisi energetica invernale causata dalla guerra della Russia in Ucraina.

Quindici Stati Ue vogliono applicare un tetto al prezzo del gas, ma non sono d'accordo sulle modalità con cui metterlo in atto. Germania, Danimarca e Paesi Bassi si oppongono a qualsiasi tetto, preoccupati che possa rendere difficile acquistare il gas di cui hanno bisogno per le proprie economie e raffreddare ogni incentivo a ridurre i consumi.

Il cancelliere austriaco Karl Nehammer ha affermato che qualsiasi tetto ai prezzi deve essere pensato e attuato in modo da sostenere i fornitori di energia.

"I negoziati sono in corso. E saranno intensi perché... il nostro obiettivo è sostenere... i fornitori di energia, in modo che le forniture di gas non diminuiscano", ha detto.

Il primo ministro ceco Petr Fiala ha parlato specificamente di un tetto ai prezzi del gas impiegato per la produzione di elettricità, mentre secondo il primo ministro lettone Krisjanis Karins un tetto sarebbe "grandioso" se il blocco potesse ancora garantire le forniture da parte dei produttori.

Il presidente del vertice - il presidente del Consiglio europeo Charles Michel - ha detto che per oggi non sono attese decisioni, ma spera che la discussione tra i leader porti a un accordo nel corso della prossima riunione del 20-21 ottobre.

"La crisi energetica è una sfida molto importante che dobbiamo affrontare", ha affermato Michel, aggiungendo che spera di far progredire i colloqui su ridurre la domanda, assicurarsi le forniture e abbassare i prezzi. "Spero di fare dei passi nella giusta direzione".

LA POLONIA È INFURIATA

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha rimproverato la Germania per la generosa spesa di 200 miliardi di euro in sussidi per proteggere i consumatori e le imprese dall'impennata dei costi energetici.

"Al Consiglio europeo ci sarà una discussione molto intensa su questo argomento", ha detto Morawiecki nella tarda serata di ieri. "Quindi gli italiani non possono farlo, i francesi non possono farlo, i polacchi non possono farlo, ma loro possono farlo".

"Se questo è un trattamento uguale, equo e giusto del principio del mercato comune dell'Unione europea, allora mi dispiace molto, ma c'è qualcosa che non capisco", ha aggiunto.

Il belga Alexander De Croo ha detto di non essere d'accordo, affermando che sono necessari grandi pacchetti di sostegno nazionali in assenza di un'azione paneuropea.

"Non possiamo lasciare che le persone debbano affrontare il freddo", ha detto ai giornalisti. "Ma la vera soluzione è agire insieme sul mercato e allora questi grandi pacchetti di sostegno (nazionali) non saranno più necessari".

A Praga i leader discuteranno anche della possibilità di fornire maggiore sostegno finanziario e militare all'Ucraina.

Secondo Josep Borrell, alto rappresentante della politica estera dell'Ue, è importante che tutte le nazioni europee, comprese quelle al di fuori dell'Ue, siano solidali con l'Ucraina contro l'ostilità russa.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Sabina Suzzi)