L'economia che conta prevede un 2022 nero

Fabrice Coffrini / Afp

AGI - I massimi esperti di economia del mondo riuniti a Davos per il World Economic Forum sono preoccupati per gli effetti della guerra in Ucraina. "Il 2022 sarà un anno duro", ha avvertito la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva. "Prevediamo una recessione per alcuni Paesi, in particolare quelli dipendenti dall'energia russa, ma non una recessione globale", ha aggiunto sottolineando che "i prezzi dei generi alimentari continuano a crescere e ci sarà uno choc".

"I Paesi attualmente in profonda recessione - ha continuato - sono due: l'Ucraina e la Russia: la prima con una contrazione del Pil del 40%, la seconda con una contrazione dell'11,5%". Georgieva ha quindi lanciato un allarme: "Se frammentiamo il mondo saremo tutti più poveri".

Le paure degli economisti

La Comunità dei capi economisti del World Economic Forum prevede per quest'anno un aumento dei prezzi del grano di oltre il 40% quest'anno. Inoltre, con i prezzi degli oli vegetali, dei cereali e della carne che raggiungeranno "livelli mai così alti", la guerra in Ucraina "metterà a dura prova la fame nel mondo e si prevede una crisi legata al costo della vita".

Per il 2022, aggiungono i capi economisti, si prevede una minore attività economica, una maggiore inflazione, salari reali più bassi e una maggiore insicurezza alimentare a livello globale e "devastanti conseguenze umane" dovute alla frammentazione dell'economia globale. Invertendo le precedenti aspettative di ripresa, la maggior parte degli economisti intervistati prevede solo una prospettiva economica moderata negli Stati Uniti, Cina, America Latina, Asia meridionale e Pacifico, Asia orientale, Africa subsahariana e Medio Oriente e Nord Africa nel 2022. In Europa, la maggioranza dei capi economisti si aspetta che le prospettive economiche siano deboli.

Ci aspettano volatilità e incertezza

"Si prevede che le scelte delle imprese e dei governi porteranno a una maggiore frammentazione dell'economia globale e a cambiamenti senza precedenti nelle catene di approvvigionamento, creando una tempesta perfetta di volatilità e incertezza", si legge ancora nella nota sull'Outlook trimestrale dei capi economisti. Inoltre, "si prevede che questi modelli creeranno ulteriori compromessi e scelte difficili per i responsabili politici e, senza un maggiore coordinamento, costi umani scioccanti". Insomma, "siamo al culmine di un circolo vizioso che potrebbe avere un impatto sulle società per anni. La pandemia e la guerra in Ucraina hanno frammentato l'economia globale e creato conseguenze di vasta portata che rischiano di vanificare i guadagni degli ultimi 30 anni".

In una sessione dedicata alla crisi energetica, il vice cancelliere e ministro dell'Economia tedesco, Robert Habeck, ha osservato: "In Europa e negli Usa cresce l'inflazione, c'è una crisi energetica, alimentare e climatica" e "se nessuno di questi problemi è risolto temo veramente che vi sarà una recessione mondiale con effetti tragici per la stabilità mondiale". Il rischio, ha sottolineato Habeck, è che "il prossimo anno ci sia una parte della popolazione mondiale che soffrirà la fame". La soluzione, ha continuato, "deve essere unica per tutte queste crisi in atto, non ci possono essere risposte parziali".

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