L'economista: con il vaccino una ripresa a V diventa molto probabile

Arcangelo Rociola
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AGI - Diventa più probabile la ripresa a 'V', anche per l'Italia, ora che il vaccino sembra a portata di mano. Ma per capire se tutto questo sarà o meno effetto del vaccino ci sarà bisogno di tempo e di analisi più approfondite. Lo spiega all'AGI Giorgio Arfaras, economista e direttore della Lettera Economica del Centro Einaudi.

Nel giorno in cui Pfizer e Biontech hanno annunciato l'efficacia al 90% del loro vaccino anti-Covid, Goldman Sachs ha pubblicato il suo report sull'economia globale che lega direttamente la ripresa del Pil globale alla scoperta di un antidoto ai contagi. Secondo Arfaras la pubblicazione di questo report è “un comportamento tipico dell'industria finanziaria: quando c'è l'arrivo di un evento esterno, si pubblica qualcosa che lega gli andamenti futuri a quell'evento per giustificare e spingere l'ascesa del prezzo delle azioni. Un po' come il coccodrillo dei giornalisti: era già tutto pronto, non c'è da meravigliarsi”. Nota metodologica a parte, Arfaras precisa che “ciò non vuol dire che il report sia sbagliato, o che le cose non andranno così come descritto”. Anzi: “Una rapida ripresa dell'economia globale nel secondo trimestre del prossimo anno è uno scenario probabilissimo”.

Ma se le previsioni sul Pil hanno bisogno di tempo per una controprova, l'annuncio del vaccino Pfizer-Biontdfsech si è tradotto nell'immediato in un'impennata delle borse mondiali. Scenario prevedibile, ma per Arfaras bisognerà capire “se si tratterà solo di un entusiasmo momentaneo, o se gli effetti si vedranno anche sul lungo periodo".

"Ora", spiega l'economista usando un'immagine di Warren Buffet per spiegare il mercato azionario, "l'onda si alza e tutte le barche si sollevano. Ma c'è da attendere per avere la certezza che ciò preluda alla sconfitta della pandemia e a un graduale ritorno alla normalità".

Quale elemento può farcelo capire? "Ad esempio vedere se cominceranno a salire con costanza tutti quei titoli azionari che hanno sofferto in questo periodo: penso alle compagnie aeree, alle società petrolifere o alle catene alberghiere. Di contro dovrebbero cominciare a calare le società che più hanno beneficiato da restrizioni e lockdown, come Amazon e i titoli legati alla distribuzione elettronica”. Se ciò non dovesse accadere, per Arfaras ci sarebbero solo due spiegazioni possibili: “O questo rialzo è davvero frutto di un entusiasmo momentaneo, oppure questo vaccino non ci crede nessuno”.

Al di là della borsa, c'è però l'economia reale. E nel quadro delineato da Goldman Sachs c'è un focus sull'Italia, che dovrebbe riuscire a recuperare il Pil perduto meglio e prima degli altri paesi mediterranei. Anche questo dato è condivisibile per Arfaras: “La fine dell'incertezza legata alla pandemia dovrebbe aiutare l'economia italiana in maniera non modesta. Circa il 15% del Pil italiano è legato al turismo, e una ripresa degli spostamenti sarà per noi sicuramente una buona notizia”.

Eppure, precisa l'economista, "ci vorrà qualche tempo in più perché le persone riprendano a girare per alberghi e ristoranti. All'inizio ci sarà scetticismo anche verso il vaccino, quindi non si riprenderà subito la vita di prima. La ripresa delle attività economiche legate al turismo hanno bisogno di più tempo rispetto alla manifattura, che si è immediatamente ripresa dopo il lockdown”. Una ‘V' anche per l'Italia, quindi, ma con la linea di destra leggermente più ampia.