Lega astenuta sul nuovo DL, Draghi: "Precedente grave"

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Lega si astiene Draghi
Lega si astiene Draghi

Come anticipato in caso di mantenimento del coprifuoco alle 22, in Consiglio dei Ministri la Lega si è astenuta nel voto sul decreto in vigore dal 26 aprile: una scelta che il Premier Draghi avrebbe reputato un fatto grave che ha faticato a comprendere.

Lega astenuta sul decreto: parla Draghi

Il capo del governo non si aspettava lo strappo del Carroccio dopo che durante l’ultima cabina di regia il capodelegazione Giancarlo Giorgetti aveva garantito il voto a favore del partito. Nelle ultime ore però il clima è cambiato e tanto Matteo Salvini quanto l’intera Conferenza delle Regioni hanno iniziato un pressing per far slittare il coprifuoco alle 23. Una norma che avrebbe consentito ai ristoranti di rimanere aperti anche alla sera e avere così maggiori entrate.

Diversi ministri avevano però rigettato la richiesta, almeno nella prima fase delle riaperture, in nome della cautela e della gradualità. Motivo per cui il leader della Lega avebbe inviato un sms a Draghi in cui annunciava che “non possiamo votare questo decreto perché troppo punitivo“. Il Premier avrebbe così tentato di mediare in una riunione con i capidelegazione che ha fatto slittare il Cdm di un’ora e in cui avrebbe detto: “Se abbiamo spiegato le riaperture come un rischio ragionato, non possiamo già rimettere tutto in discussione“.

Giorgetti era dunque pronto a votare il provvedimento, ma Salvini gli avrebbe chiesto di non dare il via libera. Una scelta che Draghi avrebbe definito un precedente grave che fatica a comprendere dopo che “le decisioni su coprifuoco e ristoranti le avevamo prese insieme“.