Lega, da Cossiga a Mattarella gli insulti ai Capi dello Stato

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Ultimo, dal palco di Pontida, l'attacco contro il Presidente della Repubblica Mattarella sferrato dal leghista Vito Comencini. Ma è lungo l'elenco di insulti rivolti negli anni dal Carroccio contro i vari Presidenti della Repubblica. 

Agosto 2019 - A Sarzana, nello Spezzino, il capogruppo leghista in consiglio comunale Emilio Iacopi (di mestiere sottufficiale dei carabinieri) attacca su Facebook in un post poi rimosso il Presidente della Repubblica. Iacopi scrive sotto la foto di Mattarella "traditore della patria" scatenando una bufera politica. 

Aprile 2019 - L'ex assessore allo sport della giunta leghista di Asolo Nico Basso, a poche ore dalla notizia del ricovero in ospedale del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, scrive un post - poi rimosso dalla polizia postale - in cui gli augura la morte. "Chissà che te mori" le parole precise postate sopra la foto di Napolitano. 

Gennaio 2019 - Il consigliere regionale triestino Danilo Slokar definisce su Facebook il Capo dello Stato "un anziano miracolato". E ne ha anche per il Presidente emerito Napolitano definito con intento dispregiativo "un napoletano".  

2016 - Il leader della Lega Matteo Salvini si scaglia contro Sergio Mattarella definendolo, ancora una volta via social, "complice e venduto" perché inaugurando la 50esima edizione del Vinitaly aveva affermato che "il destino dell’Italia è legato al superamento delle frontiere". 

2016 - Nel giorno della morte dell'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è ancora Salvini a spiazzare tutti ricordandolo politicamente come "uno dei traditori dell'Italia e degli italiani, come Napolitano". 

2011 - L'ex leader e fondatore della Lega Umberto Bossi si scaglia contro l'allora Presidente Napolitano: "Mandiamo un saluto al Presidente della Repubblica. Napolitano, Napolitano, nomen omen, non sapevo fosse un terun", disse Bossi mimando il gesto delle corna con la mano. Verrà condannato a un anno e 15 giorni per vilipendio del Capo dello Stato. 

1992 - Francesco Speroni, allora capogruppo al Senato della Lega Nord attacca il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro dandogli del "piazzista" ma poi spiega di averlo fatto "senza offendere visto che sono figlio e fratello di un piazzista". 

1990 - Franco Castellazzi, capogruppo della Lega Lombarda alla Regione Lombardia attacca l'allora Capo dello Stato Francesco Cossiga accusandolo di essere "bisognoso di cure" perché "ha l'arteriosclerosi", dopo che il Presidente si era scagliato contro il disegno "criminale" della Lega di dividere l'Italia.