Lega e FI hanno isolato Giorgia Meloni e votato contro la sfiducia a Speranza

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AGI - Dopo le divisioni di ieri sul coprifuoco, la maggioranza di governo si ricompatta attorno al 'no' alla mozione di sfiducia a Roberto Speranza. Lega e Forza Italia 'isolano' Fratelli d'Italia, che, dall'opposizione, ha promosso la mozione individuale contro il ministro della Salute.

Come martedì sul coprifuoco, la dicitura sotto la quale leghisti e azzurri 'saldano' l'asse è "centrodestra di governo", stavolta allargato anche a Udc, 'Cambiamo' di Giovanni Toti e 'Noi con l'Italia' di Maurizio Lupi.

Quindi al Senato non si ripete quanto successo alla Camera, dove Lega e FI, dopo aver votato l'ordine del giorno che accoglieva l'intesa di maggioranza sulla revisione del coprifuoco a partire da metà maggio, hanno fatto infuriare gli alleati di governo - Pd, M5s e Leu - non partecipando al voto, anziché votare contro, sull'odg di FdI che chiedeva di eliminare il coprifuoco.  

A Palazzo Madama, tutto il "centrodestra di governo", salvo distinguo personali, vota contro la mozione di sfiducia a Speranza e "propone invece (con deposito formale che avverrà nelle prossime ore) una commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia da parte del ministero della Salute".

"Noi diamo la fiducia a Draghi. Speranza non lo stimo ma noi lavoriamo da dentro per migliorare i documenti come il Pnrr che è migliorato rispetto a quello di Conte", spiega Matteo Salvini. "Diciamo a Fratelli d'Italia che è molto meglio lavorare su una commissione di inchiesta piuttosto che presentare mozioni che hanno più lo scopo mettere in difficoltà la Lega e Forza Italia che il ministro Speranza", aggiunge il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, annunciando il voto contrario in Aula.

La notizia del voto contrario era stata anticipata poco prima dalla posizione espressa dall'esecutivo nazionale di 'Cambiamo'. Il movimento di Toti "conferma il no convinto al voto di sfiducia sul ministro Speranza". "Le differenze politiche restano ma il bilancio non va fatto ora. Dobbiamo lavorare insieme pur nelle differenze di ciascuno. È questo lo spirito del governo Draghi che 'Cambiamo' condivide e rilancia - si spiega - Le divisioni verranno, ora è il momento di lavorare assieme per il bene del Paese".

Resta la frattura con gli storici alleati di centrodestra. "Il ministro Speranza si deve dimettere perchè è il principale responsabile del fallimento della guerra contro il Covid", conferma il capogruppo di FdI a Palazzo Madama Luca Ciriani. "Ed è il responsabile di un regime di chiusure e di un coprifuoco insensati di cui chiediamo ancora una volta la cancellazione".

Dal canto suo, nel suo intervento in Aula il ministro delle Salute difende il suo operato, condotto - sottolinea - in collaborazione con le Regioni, anche di centrodestra. "Rivendichiamo insieme il lavoro svolto dal governo, gomito a gomito con le Regioni, molte delle quali governate attualmente anche dai sottoscrittori delle mozioni di sfiducia", dice Speranza. "Avrei potuto in questi mesi spesso scaricare sulle regioni responsabilità, e limiti che tanti hanno visto. Ma non lo ho mai fatto e non lo farò mai. Ho sempre collaborato con tutti senza alcuna distinzione e con la massima disponibilità". "Anche a chi ogni giorno fa polemica - prosegue - continuo a rispondere: non dividiamo il Paese sulla pandemia. Perché sconfiggere il virus è ancora oggi il principale interesse dell'Italia e la premessa di ogni ripartenza economica e sociale".

Sul 'no' alla sfiducia il fronte della maggioranza appare compatto, anche se con diverse sensibilità.

"Voterò contro la mozione di sfiducia presentata da Fratelli d'Italia nei confronti del ministro Speranza. Un voto deciso e convinto contro un atto d'accusa pretestuoso verso chi ha dovuto affrontare la vicenda inedita della pandemia prima di tutti gli altri in Europa e lo ha fatto con rigore e serietà, tutelando prima di tutto la salute dei cittadini", scandisce Francesco Laforgia, senatore di Leu, partito di cui il ministro è espressione. "Un voto per dire basta a chi, da dentro la maggioranza, da mesi, usa il ministro come bersaglio della rabbia che monta in una parte del Paese e in queste ore alimenta la polemica sul coprifuoco, tenendo un piede al Governo e l'altro all'opposizione. E' il giorno della chiarezza, anche per Salvini", avverte.

 "Noi riteniamo questa mozione legittima, ma sbagliata politicamente e umanamente", è invece la posizione di Italia viva, espressa dal capogruppo al Senato, Davide Faraone. "E' sbagliata perché mina l'unità della classe dirigente del Paese proprio quando siamo travolti della pandemia. E mina la credibilità delle istituzioni, il ministero della Salute, dell'Aifa e del Cts. Ed è umanamente discutibile, perché credo che tutti noi, prima di essere politici, siamo donne e uomini. E io non avrei mai voluto essere al posto del ministro Speranza e di tutto coloro che, in questi mesi hanno, dovuto prendere decisioni da cui dipendeva la vita o la morte di centinaia di migliaia di persone”.

Pd e M5s voteranno contro la fiducia e dai pentastellati si precisa che l'assenza del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, che nei giorni scorsi aveva espresso critiche sul piano pandemico, è dovuta al fatto che proprio questa mattina è nato suo figlio.

In FI si differenzia il senatore Maurizio Gasparri. "La sfiducia personale è uno strumento discutibile, io non partecipo al voto. Draghi è una certezza, ma anche Speranza: al contrario, di incapacità e inadeguatezza. Se Draghi ha la mia fiducia, Speranza non può averla", fa sapere. 

"Intorno a Speranza si è creata una rete di amicizie e di complicità che gli permette di scrivere un libro, consegnarlo alle librerie e poi farlo ritirare", attacca invece Gianluigi Paragone, leader di ItalExit, e tra i promotori della mozione di sfiducia.