Lega, Fratelli d'italia e CasaPound, la destra sfila a Milano: tensioni tra polizia e antifascisti

Scontri alla manifestazione antifascista in Largo La Foppa

Giornata di tensione tra manifestanti e polizia al corteo antifascista di largo La Foppa a Milano. Il corteo, promosso dai centri sociali e dai collettivi studenteschi, aveva l'obiettivo di contrastare le manifestazioni di destra che si sono svolte in giornata in città: Lega, Fratelli d'Italia e, soprattutto, CasaPound.

Mentre il corteo antifascista si stava dirigendo a Porta Volta, un gruppo ha tentato di dirigersi verso piazza Baiamonti al raduno dell'estrema destra. Una ventina di agenti è stata schierata in assetto anti sommossa per bloccare il passaggio. I manifestanti sono arrivati a contatto con il cordone di polizia, sono stati lanciati fumogeni e petardi e le forze dell'ordine hanno risposto con alcune manganellate e una carica di alleggerimento.

Altri scontri si erano già verificati in mattinata, dopo un'azione degli studenti del collettivo Casc Lambrate. I ragazzi si sono arrampicati sul monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi in piazza Cairoli dove alle 15 si è svolto il comizio elettorale del candidato premier di CasaPound Simone Di Stefano e della candidata alla presidenza di Regione Lombardia Angela De Rosa. Gli attivisti hanno acceso fumogeni e sventolano lo striscione "Ieri partigiani, oggi antifascisti".

Sul posto è intervenuta la polizia che ha invitato gli studenti a sciogliere il presidio. I ragazzi hanno però fatto resistenza passiva, e gli agenti hanno sgomberato gli attivisti prendendoli sotto braccio così da farli scendere da monumento dedicato a Garibaldi. I militanti di Casc Lambrate, una cinquantina secondo gli organizzatori della contestazione, si sono poi mossi in corteo verso una Piazza Duomo blindata, dove alle 15 è iniziata la manifestazione della Lega 'Se non ora, mai più' con la presenza di Matteo Salvini.

Alcune centinaia di sostenitori del Carroccio sono partiti alle 14 da piazza Venezia e hanno riempito la piazza, transennata in tutti i suoi lati e presidiata da polizia e carabinieri in tenuta anti sommossa. Il leader della Lega è stato accolto tra gli applausi, ma tra la folla è spiccato un grande assente: Roberto Maroni. 

"Non vedo l'ora che arrivi il 4 marzo per mandare a casa Renzi i suoi amici e le sue amiche", ha esordito Salvini. Poi un attacco ai Cinque stelle, troppo chiacchieroni e l'annuncio di un ministero della Disibalità, in caso di vittoria alle politiche.

Il leader del Carroccio ha poi inscenato un giuramento simbolico mostrando un volume della Costituzione italiana e del Vangelo mentre la folla di piazza Duomo ha acceso fumogeni verdi: "Mi impegno e giuro di essere fedele al mio popolo, ai 60 milioni di italiani e di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti nella Costituzione e nel sacro Vangelo. Io lo giuro, lo giurate con me? Andiamo a governare, riprendiamoci il Paese".

E ha aggiunto: "Domenica vinciamo. E poi viene il bello. Aspetto solo di vedere la faccia di quei sociologi, politologi, giornalisti. Non voglio mettere le mani avanti ma voglio fare con voi prima che col Quirinale un giuramento: da oggi iniziano dieci anni di lavoro e onestà da Nord a Sud nel nome delle bellezze di 8mila comuni che compongono l'Italia". 

Piccoli momenti di tensioni si sono verificati anche al termine della manifestazione di Fratelli d'Italia. Il corteo con Giorgia Meloni ha sfilato lungo via Padova portando uno striscione tricolore lungo 250 metri. Il corteo è stato accompagno da un piccolo gruppo di contestatori che hanno cantato 'Bella Ciao'. Al termine della manifestazione alcuni militanti di Fdi, irritati da un antagonista che stava scattando fotografie, si sono diretti verso i contestatori per allontanarli e c'è stato un breve contatto e momenti di tensione. La polizia è subito intervenuta per separare i due gruppi e nessuno è rimasto ferito.