Lega, identificati i due russi presenti all’incontro al Metropol

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Sono stati identificati due dei tre russi presenti all'incontro dell'hotel Metropol a Mosca del 18 ottobre scorso, al centro dell'inchiesta milanese sui presunti fondi russi alla Lega. Si tratta di Andrey Yuryevich Kharchenko e Ilya Andreevich Yakunin come rivela il sito BuzzFeed e confermano fonti vicine all'inchiesta che vede indagate tre persone per corruzione internazionale, tra cui il leghista Gianluca Savoini, ex portavoce del vicepremier Matteo Salvini. I due russi, scrive BuzzFeed, hanno legami "con il demagogo di estrema destra" Aleksandr Dugin e con Vladimir Pligin, politico vicino al leader russo Putin. 

Intanto la difesa di Gianluca Meranda e Francesco Vannucci, indagati per corruzione internazionale insieme a Savoini, ha annunciato a sopresa di voler rinunciare al Riesame in programma giovedì 5 settembre a Milano. Una strategia opposta rispetto a quella del leghista, che invece non rinuncia all’udienza che riguarda il sequestro di telefoni e computer effettuati a luglio dalla Guardia di finanza. 

In particolare, secondo l'avvocato Ersi Bozheku che difende sia Meranda che Vannucci, il contenuto dell'audio registrato al Metropol "non configura un’ipotesi di responsabilità". "A fronte degli elementi messi a nostra disposizione dalla procura abbiamo riscontrato che vi è esclusivamente versato agli atti l’ormai famoso nastro del 'Metropol'. Riteniamo che il suo contenuto non configuri un’ipotesi di responsabilità", spiega in una nota l'avvocato Ersi Bozheku che difende sia Meranda che Vannucci. Una tesi che di fatto, per il difensore, rende inutile prendere parte all'udienza, "restando in attesa di eventuali ulteriori indagini della procura in relazione alle quali ci riserviamo richieste nel merito ed eccezioni procedurali". Considerazioni che rendono ottimista il difensore il quale ritiene che "anche all’esito delle attività investigative sarà confermata l’insussistenza di alcuna ipotesi di reato nei confronti di Meranda e Vannucci".  

Non rinuncia al Riesame invece Lara Pellegrini, l'avvocato che difende il leghista Gianluca Savoini, indagato anche lui per corruzione internazionale. A quanto apprende l'Adnkronos una delle carte che le difese potrebbero utilizzare è quella di gettare discredito sulla persona seduta al tavolo del Metropol a Mosca che ha registrato e fornito l'audio, fonte che il giornalista dell'Espresso Stefano Vergine ha sempre tenuto riservata avvalendosi del segreto professionale. La fonte 'sconosciuta' potrebbe, a dire dei difensori, rendere non utilizzabile l'audio nel caso in cui si dovesse arrivare a un processo.  

Il Riesame è il primo vero confronto tra accuse e difensori, mentre l'inchiesta va avanti e i documenti in mano alla procura sembrano aumentare. I pm titolari dell'inchiesta, Sergio Spataro e Gaetano Ruta, coordinati dall'aggiunto Fabio De Pasquale, stanno ancora analizzando le carte sequestrate durante le recenti perquisizioni agli indagati.