Lega: "L'arrivo di Toti non è all'ordine del giorno"

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di Francesco Saita Toti sì, Toti no. In Lega si preferisce non fare previsioni sul possibile arrivo di Giovanni Toti alla corte di Salvini, e le carte - che poi decide solo il leader - restano coperte. Di certo, la Lega di governo naviga a vista, e la variabile Toti, per ora, è legata anche all'andamento dell'esecutivo. Perché - spiega un parlamentare leghista - se si prosegue con l'esperienza giallo-verde, Salvini punterà tutto sui risultati da portare a casa: dall'autonomia, alla riforma fiscale, con taglio tasse e flat tax, alla riforma della giustizia, lasciando in standby la campagna acquisti, in cui - è chiaro - il nome del governatore della Liguria, da sempre pontiere tra Fi e Lega, è sottolineato in rosso. 

Per ora però, l'ipotesi di arrivo di Toti a breve, dai piani alti di via Bellerio, viene esclusa con un "assolutamente no". Risposta senza diritto di replica, che viene data a chi chiede se il governatore della Liguria, in uscita da Fi, troverà a breve accoglienza nel partito del vicepremier e ministro dell'Interno.  

"E poi a me risulta che Toti lascia Berlusconi a settembre", aggiunge un big del Carroccio. Qualcuno però la vede più facile: "Ci siamo già presi la Sardone, ex di Forza Italia, magari arriva pure lui", dice un altro parlamentare della Lega.