Lega-M5s, travaglio da nomine

Alessandro De Angelis
epa06881236 Italian Interior Minister Matteo Salvini during a statement after his meeting with German Interior Minister Horst Seehofer (hidden) prior to the informal meeting of justice and home affairs ministers at the Congress in Innsbruck, Austria, 11 July 2018. Austria hosts a two-days informal meeting of EU and 'Eastern Partnership' justice and home affairs ministers in Innsbruck on 12 and 13 July. EPA/DANIEL KOPATSCH

Aggiornamento 13-LUG-18 11:27

L'assemblea di Cdp, convocata oggi per le nomine dei vertici, è stato rinviata alla prossima settimana

La grande tensione fa slittare la madre di tutte le nomine, la prima dell'era gialloverde. La Cassa depositi e prestiti, uno dei pochi granai rimasti da utilizzare per fare un po' di investimenti pubblici, ora che si annuncia la grande carestia autunnale della bassa crescita e della fine del Qe di Mario Draghi. Al primo vero banco di prova degli equilibri tra Lega e Cinque stelle e, al tempo stesso tra il governo e la finanza italiana, il negoziato si incaglia sul nome di Marcello Sala, ex vicepresidente del cdg di Intesa Sp, fortemente voluto da Matteo Salvini. Nome cui si registra la contrarietà dei Cinque Stelle e anche le perplessità del ministero dell'Economia perché il curriculum, pur essendo di spessore, non avrebbe all'attivo esperienze di gestioni complesse come la Cdp.

A meno di clamorose novità, l'assemblea di domani potrebbe rimanere "aperta", come si dice in questi casi, in attesa che sia raggiunta una quadra politica, con la Cassa ferma e costretta all'ordinaria amministrazione. Quadra che incrocia, a questo punto, tutto il pacchettone di nomine sul tavolo del governo: Ferrovie, dove è in uscita l'amministratore delegato Renato Mazzoncini e il prossimo ad dovrà affrontare il delicato progetto di fusione con l'Anas, la società che gestisce strade e autostrade. E la Rai, col rinnovo di tutti i vertici (cda, di cui quattro membri sono di nomina parlamentare), il presidente (nominato dal cda) e il direttore generale (nominato dal governo).

Cdp, Ferrovie, Rai, nomine pesanti negli equilibri del potere italiano e cemento di qualunque governo. Secondo fonti degne di questo nome, la strategia di Salvini è stata proprio questa: impuntarsi sul suo nome a Cdp, nella anche consapevolezza che non passerà, per incassare prima garanzie su Rai e Ferrovie.

Ma perché questo braccio di ferro così duro attorno a Cdp?...

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