**Lega: Marantelli il 'leghista rosso', 'Giorgetti? Finalmente, interpreta umore Paese'**

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Roma, 4 nov. (Adnkronos) – Lui è sempre stato dall'altra parte. Ma con tanti dirigenti della Lega ci è cresciuto. Altri li ha visti crescere. Ad alcuni, come Roberto Maroni, è legato da una decennale amicizia. Daniele Marantelli, varesino, ex-parlamentare Pd e membro della Direzione dem, detto il 'leghista rosso' negli anni a Montecitorio per le sue lunghe chiacchierate in Transatlantico con Umberto Bossi, le giornate convulse che sta vivendo il Carroccio le aveva previste, sin dalla nascita del governo Draghi.

"Quando si è fatto il governo Draghi -dice all'Adnkronos- mi ero permesso di dire a Giorgetti, che conosco da tempo e a cui mi unisce anche la passione per il Varese calcio, che se fosse stato coraggioso quella era l'occasione per delineare un ruolo più importante della Lega in uno schieramento bipolare che avrebbe potuto contribuire a ridefinire i confini e i profili del suo schieramento. In parte questo sta avvenendo".

Ma attraverso uno scontro durissimo con Matteo Salvini, chi lo vincerà? "Questo lo vedremo. Dico solo che la presa di posizione di Giorgetti, quella di alcune settimane fa e l'ultima con il libro di Vespa, sono un unicum nella storia della Lega in cui ha avuto sempre un ruolo importante ma silenzioso. Quando è uscito la prima volta, ho detto 'finalmente!'. Sono 25 anni che sta lì alla Camera, se non lo fa lui. Da presidente della Bilancio e della bicamerale sul federalismo – io ero il suo vice – ha stabilito contatti veri. Lui conosce i problemi". E ha fatto bene quindi? "Sta interpretando quello che il Paese si attende".

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