Lega, Salvini verso partito nazionale

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di Francesco Saita  

Nel 2020 sarà nuova Lega. Con il cambio dello statuto della Lega nord, cui il congresso convocato il 21 dicembre dovrà dare il via libera, Salvini punta tutto sul sovranismo nazionale, inaugurato dalla sua segreteria, sei anni fa, e portato avanti con la 'Lega per Salvini premier', nata a dicembre del 2017. Ma ora si cerca la sintesi, in vista di un unico soggetto politico: il leader vuole tutti dentro, perché si deve lanciare la sfida finale al governo Conte, si devono vincere le regionali e le future elezioni politiche.  

Non è un caso che Salvini, durante il suo intervento a via Bellerio, lunedì scorso, nel mezzo del Consiglio federale abbia detto "come in Emilia si può vincere, ma solo se siamo uniti", parole che a molti sono sembrate legate alla necessità di serrare le fila anche tra 'nordisti' e 'sovranisti'. 

"Non si pensi di uccidere la Lega Nord, non lo si faccia", ha provato a ribattere Umberto Bossi. Il segretario, raccontano, ha provato a rassicurare l'anziano fondatore, ancora in convalescenza e presente al consiglio federale in sedia a rotelle: "Non succederà questo, non finisce nulla, la Lega vive". Parole che hanno rassicurato il Senatur che comunque aspetta il congresso di dicembre. 

Tutto il partito, questo è chiaro, si fida di Salvini. E del suo grande fiuto politico. Ma qualcuno riconosce che per la Lega Nord siamo ai titoli di coda: quel partito non farà più politica, perché resta senza dirigenti, e presto senza iscritti, prende un binario morto, su cui il treno con il vecchio Alberto da Giussano si andrà a parcheggiare, riferiscono alcune fonti.  

Buono per le foto ricordo, necessario per mantenere in piedi gli accordi con i magistrati, che continueranno a chiedere alla Lega Nord di pagare le rate del 'debito' legato allo scandalo dei falsi rimborsi elettorali, prima dell'ascesa di Salvini. Gianni Fava non si tira indietro: "Io avrei preferito che il partito della Lega fosse rimasto in mano ai leghisti", dice all'AdnKronos.  

Tornando all'incontro Bossi-Salvini di lunedì scorso, poco prima dello scambio tra i due, era andato in scena il voto di modifica allo statuto della Lega, 'fermo' al 2015, e mai più toccato. Un voto quasi unanime - visto che solo Fava ha detto no - che ha dato il via libera alla svolta salviniana. Da Natale niente più dirigenti nel vecchio partito - dal responsabile del tesseramento a quello organizzativo - perché la gestione di tessere e del territorio spetterà alla 'Lega per Salvini premier'. 

Ma soprattutto via dallo statuto la norma, interna all'art. 33, quello relativo agli iscritti, che d'ora in poi non avranno più il divieto di iscriversi anche ad altre formazioni o partiti. Il consiglio federale ha infatti abrogato la parte di testo dove si legge che "la qualifica di Associato Ordinario Militante è incompatibile con l’iscrizione o l’adesione a qualsiasi altro Partito o Movimento Politico, associazione segreta, occulta o massonica, a liste civiche non autorizzate".  

Un modo per facilitare il passaggio alla 'Lega per Salvini premier' dei tesserati del partito ad oggi. Iscritti che sono molti di più dei 15mila certificati dal responsabile del tesseramento, Luigi Augussori, che all'AdnKronos spiega come i dati aggiornati del tesseramento, compresi quelli degli associati sostenitori, li avremo solo a fine anno, mentre circa 15mila sono quelli con anzianità maggiore e diritti di voto nell'associazione". Il nucleo duro dei leghisti del nord che ora Salvini vuole nel nuovo partito nazionale. 

Una accelerazione che era nell'aria, in linea con la realtà dei fatti, con la vecchia Lega nord 'per l'indipendenza della Padania' già in dismissione. Già sul sito della Lega Nord, nella pagina relativa al tesseramento si legge come "il tesseramento 2019 non è ancora attivo - vi invitiamo a non effettuare nessun tipo di versamento con tale scopo, sino a nuova comunicazione". Ricordando come "le modalità per il rinnovo del tesseramento per l'anno 2019 verranno stabilite dal prossimo Consiglio Federale".