Lega, Speroni: "Secessione irrealizzabile, con Salvini ritorno a origini"

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La secessione e l'indipendenza del Nord Italia si sono rivelate per la Lega Nord un "sogno irrealizzabile". E la nuova Lega nazionale di Matteo Salvini è un cambiamento necessario per stare al passo di un mondo in evoluzione. Un cambiamento finora premiato dai consensi. A dirlo è Francesco Speroni, uno dei fondatori della Lega Nord, già europarlamentare e senatore del Carroccio e ministro per le Riforme nel primo governo Berlusconi. 

Parlando con l'Adnkronos in vista del congresso della Lega di sabato, Speroni di dice "un secessionista mai pentito, uno degli ultimi indipendentisti. Ma realisticamente devo dire, e mi spiace molto, che, tranne forse alla fine degli anni Novanta, la secessione è stata un traguardo decisamente irraggiungibile, come anche dimostrano i problemi della Catalogna o della Scozia. Insistere su una cosa che hai nel cuore e che però non è realisticamente realizzabile non è possibile".  

Dalla nascita della Lega Nord, alla fine degli anni Ottanta, "il mondo è cambiato, dalla politica alla comunicazione. Se resti uguale mentre tutto cambia intorno a te, diventi un dinosauro". La Lega diretta da Salvini in senso nazionale ha compiuto questa evoluzione. "Il cambiamento c'è stato, se poi sia proprio quello giusto, lo diranno i fatti e i voti. Ma finora i voti dicono che è stato positivo", continua Speroni. Anzi, "se vogliamo, siamo tornati alle origini. I primi documenti della Lega dicono che era autonomista, neppure federalista. La Lega Lombarda voleva un'autonomia come quella della Valle d'Aosta o del Sud Tirolo. Poi si è passati al federalismo e dopo ancora all'indipendentismo. Ora puntiamo sull'autonomia regionale, che vediamo come un passo verso il federalismo" spiega Speroni. "E non vedo neanche in questo un tradimento da parte di Salvi. E lo dice un secessionista mai pentito".