Teti editore: 'Lega e Russia sotto attacco'

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I nuovi documenti in possesso de L’Espresso "spostano più avanti nel tempo la trattativa di Gianluca Savoini con Mosca e arriva a ridosso delle elezioni europee" e dimostrano che "comunque una trattativa c’è stata ed è andata avanti e non è stata casuale come ha voluto far credere Savoini". A spiegarlo all’AdnKronos è Giovanni Tizian, giornalista de L'Espresso, insieme a Stefano Vergine titolare dell'inchiesta giornalistica sui presunti fondi russi alla Lega.  "Secondo quanto risulta dalle carte in nostro possesso ci sono stati ulteriori passaggi alla riunione all'hotel Metropol – spiega Tizian – in cui è stata messa per iscritto una proposta commerciale indirizzata a Rosneft. Quindi dieci giorni dopo il 18 ottobre, la famosa riunione all'hotel moscovita, è stato preparato un documento che è un'offerta commerciale in cui si delinea esattamente il piano stabilito al tavolo del Metropol. Si tratta di una offerta commerciale 'indirizzata' a Rosneft in cui si chiede la quotazione di due prodotti petroliferi, uno riguarda il gasolio ulsd, 3 milioni di tonnellate metriche, e l’altro prodotto richiesto è cherosene per aerei, altri 3 milioni di tonnellate con uno sconto richiesto del 6,5%. Sono i dettagli di cui discutevano Savoini e l’avvocato Meranda e i russi al tavolo del Metropol". Un passaggio interessante dell’inchiesta perché: “Il documento – chiarisce Tizian - è intestato alla banca londinese Euro IB, rappresentata al tavolo del Metropol dall’avvocato Meranda e il documento è firmato da un dirigente della stessa banca londinese”. “Il secondo documento che pubblichiamo invece – prosegue il giornalista - ci porta ai primi di febbraio, segno che la trattativa è proseguita almeno tre mesi prima delle elezioni europee con un cambio però di interlocutore: una richiesta a Gazpromneft. E' un documento della stessa banca londinese indirizzata direttamente a Mr Gianluca Savoini, firmata dall’avvocato Meranda”. E ancora. "Per una più completa informazione abbiamo cercato i protagonisti della vicenda, mandando le domande a Savoini, Meranda, Vannucci, Gasprom, Rosven, Eni e Verdoia, ma gli unici che ci hanno risposto sono stati Eni, che sostiene che non hanno mai avuto rapporti con la banca londinese, e Glauco Verdoia che è il dirigente che ha firmato il primo documento, quello indirizzato a Rosneft, che ci ha spiegato che da quanto gli risulta l’affare con Rosneft non si è concluso, che poi è la stessa cosa che scrisse l’avvocato Meranda a Repubblica sostenendo che non se ne fece più nulla”. "Per quanto a mia conoscenza non c’è stato nessun coinvolgimento della Lega e di suoi rappresentanti in questa vicenda". Ha ribadito all'AdnKronos Glauco Verdoia, uno dei dirigenti della banca Euro-Ib, rispetto al suo coinvolgimento nell'inchiesta."Non ho mai partecipato alle riunioni a Mosca promosse e gestite da Meranda" ha aggiunto. "Eni non ha, a mia conoscenza, alcun ruolo in questa vicenda. Tantomeno sapevamo della trattativa con un altro fornitore come Gazprom evidenziata da L'Espresso", dice riferendosi alle nuove carte emerse dal lavoro Tizian-Vergine. I pm di Milano "non mi hanno mai contattato nemmeno come persona informata". L'operazione legata al petrolio che è alla base dell'indagine della procura di Milano, che indaga sui presunti fondi russi alla Lega, è una "vicenda che è peraltro rimasta sempre allo stato embrionale non avendo mai raggiunto nessuna concretezza".

di Roberta Lanzara "Quello che si è svolto a Roma in occasione della visita di Putin non mi sembra che sia anomalo. Quello che si è svolto al Metropol è invece sospetto. C'è una precisa regia di attacco alla Lega, ma anche alla Russia". E' il commento rilasciato all'Adnkronos da Sandro Teti, presidente della Fondazione del Premio Nobel Zhores Alferov in Italia e dell’omonima casa editrice Sandro Teti Editore che oltre a vantare collane specializzate in saggistica storica, teatro, prosa e poesia russi, si distingue per le pubblicazioni sulla plurisecolare presenza russa nel Bel Paese e degli italiani in Russia.  

Teti era presente alla cena ufficiale con Putin a Villa Madama ed anche al precedente Foro di Dialogo italo russo delle società civili alla Farnesina a cui hanno partecipato ministri, esponenti del mondo degli affari e della cultura. "Io ero una delle persone meno importanti", commenta l'editore che nell'occasione racconta di avere donato al presidente russo una copia autobiografica del regista russo Andrei Konchalovsky, autore tra gli altri del kolossal 'Michelangelo'. "Anche Savoini era presente - aggiunge - come me in entrambe le occasioni". Ma al Metropol, controllato a vista dalle telecamere in ogni angolo, è "singolare che non si sia risaliti all'autore" di chi ha immortalato l'incontro.  

La volontà manifestata alla Farnesina "di rianimare il foro di dialogo italo-russo è sicuramente positiva ed anche il presidente di Confindustria Russia, Ernesto Ferlenghi, (tutt’ora vicepresidente esecutivo di Eni per Russia&Central Asia Market Development - ndr) è molto competente" per farlo, constata l'editore che dal marzo 2016 è anche alla guida della filiale italiana del Centro internazionale per il multiculturalismo di Baku. Nessuna competenza invece si è dimostrata al Metropol dove la gestione "è stata veramente approssimativa, non professionale. Ho soggiornato varie volte in quell'hotel ed è un luogo frequentatissimo nel quale spesso si parla di affari perchè a poche centinaia di metri dalla Duma".  

"Anche se non ci sono se non sul piano morale prove di finanziamenti, la prova inversa - analizza Teti - è che queste cose sono state fatte in modo scientifico. Il servizio sull'Espresso, e dopo parecchio tempo la pubblicazione della registrazione per mesi rimasta silente, non sono casuali. Non mi occupo nè di politica nè di geo-politica ma rilevo più che strana e non assolutamente casuale l'uscita di queste registrazioni. Per forza c'è una precisa regia. C'è un nesso molto preciso tra la prima e la seconda uscita. Non parlo di complotto ma sicuramente di qualcosa di ostile, preparato a tavolino". 

Chi manovra? "Gli attori che potrebbero avere agito sono tanti - risponde Teti che cura e pubblica tra l'altro una delle riviste culturali più longeve del Paese, Il Calendario del Popolo, fondata nel 1945 - Il punto da tenere presente è che è molto difficile registrare, filmare e fotografare inosservati in un hotel a cinque stelle come il Metropol, controllato a vista dalle telecamere in ogni angolo. Chi ha effettuato le registrazioni è dunque stato immortalato con certezza assoluta ed è strano, anomalo che non si sia risaliti all'autore delle foto e dei video".  

"La raccolta stessa delle informazioni per il luogo in cui si è svolta non può essere passata inosservata - commenta l'editore - Poi, che per il resto si sia trattato di un attacco è palese. Le ipotesi sono tante. Io rilevo anomalie che senz'altro denunciano l'attacco alla Lega ma di riflesso immancabilmente da chi sia stato il committente l'operazione è un attacco anche alla Russia. Ancora una volta descritta come potenza ingerente negli affari occidentali, il che altera la realtà e l'opinione pubblica del nostro Paese". D'altronde, conclude: "la politica di questo Governo sulla Russia è fatta di proclami e si colloca nell'alveo del governo precedente. Nei fatti non c'è stata nessuna concreta presa di posizione".