Lega, tweet con i bambini Down: bufera su Augusto Casali

Casali, il tweet offensivo

Un tweet da condannare. Senza se e senza ma. Nella giornata di mercoledì 13 marzo Augusto Casali ha ironizzato sui problemi riscontrati da Facebook, Instagram e Whatsapp, andati in tilt per diverse ore. Lo ha fatto in maniera vergognosa.

L’immagine

Il social media strategist della Lega Toscana ha pubblicato su Twitter l’immagine di tre bambini affetti con ogni probabilità dalla sindrome di Down e il messaggio “Facebook, Instagram e Whatsapp in questo momento”. Con tanto di hashtag. Casali ha quindi ‘giocato’ sul termine down (letteralmente “giù”) usato per indicare il malfunzionamento di un sito o di un app web. Evidentemente non ha riflettuto abbastanza. Non ha pensato che quel tweet potesse essere offensivo nei confronti di quanti sono colpiti dalla sindrome di Down e dei loro cari. Strano e imperdonabile per chi è chiamato a maneggiare proprio i social.

Casali, tweet offensivo

Le reazioni

Diversi utenti sono intervenuti per esprimere il proprio dissenso e a questo punto Casali, resosi forse conto di aver sbagliato, ha chiuso il proprio profilo twitter. Dove, nella sua presentazione, si leggeva quanto segue: “Ex Parlamentare Regionale Studentesco. Fondatore e capo admin di dioimperatoresalvini. Leghista militante“.

Le scuse

In seguito Casali si è scusato su Facebook ma ha anche ‘contrattaccato’: “In queste ore sta avvenendo su Twitter un polemica su di un mio presunto post contro persone affette da sindrome di down. Twitter è un social che neanche utilizzo dove a malapena si può riscontrare la presenza di un mio account; post ironici sono solito farli, gestendo una comunità di oltre 30.000 persone basata proprio sull’ironia politica, che già ha suscitato polemiche simili. È ovvio che non ho assolutamente niente contro le persone affette da sindrome di down, alle quali comunque chiedo scusa per l’incomprensione”. E ancora: “Ignoro le decine di ingiurie subite dopo un’ironia incompresa, voglio solo testimoniare come la cosiddetta “gogna mediatica” sia fatta da tutte le parti politiche, non solo da “noi”: è normale nei social, già l’ho vissuta e l’affronto anch’essa con ironia, coerentemente con cosa faccio. Ci tengo però infine a notare con altrettanta ilarità come suddette ingiurie provengano unicamente da una parte politica la quale si fa da decenni avvocato per potere abortire individui affetti da tale sindrome. PS: ignobile chi mi da ruoli che non ho, ennesimo esempio di Fake News come col fenomeno Kekistan”.