Legali 'invitano' i familiari delle vittime di Covid a fare causa ai medici. Cnf: "Sfruttano dolore, sanzioni"

- (Photo: Ansa/Getty)

Messaggi sui social, video, annunci sponsorizzati. Forme diverse, ma sempre lo stesso obiettivo: speculare sul dolore dei familiari delle vittime di coronavirus. Convincerli a fare cause per danni nei confronti dei medici che hanno curato i loro cari. In alcuni casi anche gratuitamente. I primi annunci sono stati segnalati in Lombardia, ma diversi episodi simili si sono verificati in tutta Italia. È il business che hanno tentato di costruire alcuni studi legali o società che, spiega l’ordine degli avvocati di Napoli, “riferiscono di fornire assistenza legale”.

Ci hanno provato, ma per il momento sono stati fermati dalle accuse di sciacallaggio da parte delle associazioni che rappresentano i medici in primis e, subito dopo, dai vari ordini forensi. La condanna dei rappresentanti degli avvocati nei confronti dei loro colleghi è stata unanime, da Nord a Sud. E sul tema sono intervenute maggioranza e opposizione. Pd e M5s hanno presentato un emendamento al Cura Italia. Obiettivo: tutelare i medici in trincea contro il Covid-19 da futuri guai giudiziari immotivati.

I presidenti degli ordini forensi della Lombardia - per citare una delle prese di posizioni contro il comportamento sleale di alcuni avvocati - in un documento datato 29 marzo hanno puntato il dito contro “lo squallido tentativo di recuperare clientela e cercare visibilità attraverso i social media”. Hanno poi fatto sapere ai loro iscritti che “nessuna condotta illecita resterà priva di denuncia” e che “con lo stesso rigore saranno valutati i casi passibili di denuncia nei confronti dell’Autorità garante della Concorrenza”. E un esposto all’Antistrust è stato fatto  dall’Enpam, la cassa previdenziale dei medici. L’autorità ha fatto sapere di aver avviato verifiche in particolare nei confronti di uno degli enti segnalati. “Al fine di valutare la sussistenza di eventuali pratiche scorrette, ha inviato alla società A.P. Risarcimento e Consulenza S.r.l. una richiesta di informazioni volta a conoscere le caratteristiche, i contenuti, le concrete modalità di fruizione dei servizi offerti, la modulistica contrattuale utilizzata, le informazioni fornite ai consumatori nonché le condizioni e i costi di adesione al servizio”, si legge in una nota.

A intervenire in maniera incisiva contro gli avvocati che in un momento di emergenza volevano approfittare della disperazione dei familiari dei deceduti anche il Consiglio nazionale forense. In una seduta straordinaria ha rassicurato la Federazione nazionale degli ordini dei medici, che aveva messo in risalto la vicenda, e sottolineato “l’attenta e forte vigilanza di tutte le istituzioni forensi nell’individuare e sanzionare i comportamenti di quei pochi avvocati che intendono, speculare sul dolore e le difficoltà altrui, nel difficile momento che vive il nostro Paese”.

Promettono di agire contro i colleghi “sciacalli” anche le Camere Civili: “Ipotizzare di far valere la responsabilità di chi sta affrontando l’emergenza a prezzo di gravi rischi personali pregiudica il decoro dell’intera categoria forense”. Da più parti, osservano gli avvocati civilisti, ”è stata pubblicizzata l’offerta di prestazioni legali che ipotizzano colpe professionali da parte del personale medico o delle strutture sanitarie nel quadro della gestione dell’emergenza coronavirus: simili pubblicità vengono formulate, talora addirittura da imprese commerciali, nel momento più grave della crisi, senza che vi sia alcuna necessità di urgenza, e appaiono quindi inaccettabili”.

Per evitare che il personale sanitario diventi bersaglio di cause pretestuose sono stati presentati degli emendamenti al Cura Italia. Uno di questi è del Pd, a prima firma del capogruppo in Senato Andrea Marcucci, e dispone di limitare la responsabilità civile e penale di tutto il personale medico e paramedico. Nello stesso senso va la proposta di modifica del Movimento 5 stelle: “Prevediamo, per la durata di questa emergenza sanitaria, di eliminare la possibilità di compiere azioni nei loro confronti per errori dovuti anche a colpa grave, ma lasciando la possibilità del dolo. Nello stesso modo proteggiamo gli operatori anche da azioni interne disciplinari che l’azienda ospedaliera potrebbe operare nei loro confronti. I medici sono come soldati al fronte. E a loro va tutta la nostra gratitudine”, si legge in una nota congiunta dei senatori Arnaldo Lomuti e Maria Domenica Castellone.

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