Legambiente: temperature in crescita, sci a rischio estinzione

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 17 mar. (askanews) - Nella gran parte delle nostre montagne è atteso, rispetto a ora, un aumento di temperatura tra i 2 e i 3°C per il 2050, ed entro fine secolo un ulteriore riscaldamento che va dai 3 ai 7°C in funzione degli scenari di emissione di gas a effetto serra considerati. Parte da queste considerazioni il dossier "Nevediversa 2021" di Legambiente, che racconta conflitti, discordanze e preoccupazioni, ma anche buone pratiche e nuove speranze del turismo invernale in Italia. Partendo da alcune premesse, numeriche e scientifiche, innanzitutto sul mutamento climatico.

Le previsioni di sciabilità nei comprensori alpini descrivono una situazione piuttosto preoccupante su tutto l'arco alpino, con comprensori dove negli scenari peggiori la pratica dello sci risulterebbe in estinzione a fine secolo. Emblematico il dato di sintesi Eurac che stigmatizza come con un aumento di temperatura di più di 4C° la percentuale degli impianti accessibili si riduce al 12%. Con il Recovery Fund e il Superbonus 110% - evidenzia Legambiente - anche in montagna circoleranno molte risorse e si apriranno rilevanti possibilità economiche per il mondo dell'imprenditoria, in un settore che ha particolarmente risentito della pandemia. Sebbene attualmente le condizioni del turismo invernale siano drammatiche, la situazione che si è venuta a creare potrebbe costituire un'opportunità per un ripensamento complessivo dell'offerta, con strategie innovative che inneschino percorsi di rinaturalizzazione di ambienti fortemente artificializzati e recuperino un rapporto più equilibrato con l'ambiente. Ripensamento tanto più necessario, perché la temperatura continua a crescere nonostante l'impressione del freddo data dalle nevicate eccezionali di questo inverno.

"Con l'edizione 2021 di Nevediversa - dichiara Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente - vogliamo riportare l'attenzione sullo stato di salute dell'industria dello sci alpino e sugli ingenti costi ambientali e economici sostenuti per contrastare, secondo noi in modo sbagliato, gli effetti del cambiamento climatico, a cui si sommano gli effetti della stagnazione di un mercato maturo, con presenze in lieve, ma costante riduzione, sintomatiche di una crisi destinata a diventare irreversibile. Next Generation EU può rappresentare l'occasione giusta per attrezzare il Paese al cambiamento e affermare così un nuovo profilo anche nel mondo del turismo. Ma non con un'operazione di cosmesi sostenibile sull'esistente, piuttosto ridisegnando una strategia adeguata alle nuove domande di turismo e agli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici".

(segue)